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Nota a margine di un incontro tra Zingaretti e Vendola

Leggo che oggi ci sarà un’iniziativa, a Roma, che vede insieme l’autorevole esponente del PD romano Nicola Zingaretti (nonché fratello del ben più famoso Luca) e Nicola Vendola (in arte Nichi), leader carismatico di un piccolo partito della sinistra (nonché governatore della ben più famosa Puglia). I due si distinguono da decenni nelle cronache politiche, e soprattutto nella vulgata militante di una sinistra disordinatamente in cerca di autore, come quelli che rompono le uova nel paniere dell’establishment ex comunista…che poi in termini più concreti significa soltanto che sono quelli che a D’Alema un po’ lo fanno rodere quando ci sono le elezioni locali e magari anche quando, nel solco della tipica storiella provincialista di un paese che non ha saputo diventare neanche una Nazione, si ha bisogno di evocare quelle virtù pragmatiche degli uomini politici legati al “territorio” contro quello stato centrale che parla politichese come…D’Alema

Nel territorio di fatto, i due navigati esponenti della sinistra, hanno saputo per la verità riciclarsi in un modo encomiabile, come molti altri, apparendo improvvisamente il nuovo che avanza contro il vecchio che arretra: loro i tipici esponenti della sinistra degli anni ottanta! Una sinistra cresciuta e pasciuta con tanta voglia di potere e tanta capacità di consociarsi con esso.

Poi certo ci sono anche le doti particolari dei due Nichi (o Nicola), che però si assomigliano un po’ anche queste: uno è addirittura il fratello di Montalbano, una istituzione televisiva e una qualità immeritata che porta tanti voti, l’altro è uno splendido prodotto della volontà televisiva berlusconiana, capace di trasfigurarsi nelle forme e nei linguaggi della contemporaneità con gli stessi argomenti dell’antichità…cristiana.

Insieme, non c’è che dire, Zingaretti e Vendola fanno proprio una bella coppia…con loro vinceremo di sicuro, insieme al PD, insieme alla Chiesa, insieme alla partitocrazia, e soprattutto al solito tram tram…però potremmo dire che finalmente ha vinto la sinistra, perché in fondo Berlusconi ci ha insegnato (meglio di Orwell!!) che la realtà non conta, che conta solo il racconto schizofrenico di essa, giorno per giorno, minuto per minuto, capro espiatorio per capro espiatorio.

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La chiesa dei pedofili

Il merito è della stampa americana e di quella tedesca. Se oggi stiamo affrontando il tema dei preti pedofili al punto da mettere in dubbio il ruolo del papa in una vicenda scandalosa e terribile, se non siamo accecati dal dogma dell’infallibilità che si vorrebbe esteso al mondo secondo tradizione cattolica, è perché la storia ha separato già da secoli quella aspirazione umana alla ricerca e alla costruzione temporale della verità dal perpetuarsi della rivelata menzogna religiosa, frutto del gioco degli uomini di potere; è perché si ripercuotono ancora oggi, in un medioevo di ritorno, gli effetti benefici di una lotta per la libertà fondata su un umanesimo saggio, capace sopra ogni altra cosa di sviluppare quel senso della prospettiva attraverso cui vedere le cose per quel che sono, attraverso cui scoprire quell’unico vero miracolo della realtà dello spazio e del tempo che la Chiesa nega.

Gli americani e i tedeschi, ancora oggi, come secoli fa, contro il Papa, nettamente. E gli italiani?

(continua…)

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Il PD, Vendola e la Bonino

dalemaLa vera partita del centrosinistra nel gioco delle candidature per le elezioni regionali si svolge nel Lazio, non in Puglia.

Certo, Vendola ha mostrato orgoglio e capacità di resistenza notevoli, e ha scombinato per un po’ i piani del PD (cioè di Massimo D’Alema), determinando uno spostamento di attenzione nazionale nei suoi confronti grazie alla nuova messa in scena  di quello spettacolo di Davide contro Golia che già gli era valso la vittoria alle primarie nel 2005. L’opinione pubblica si sa, quando può e gli si presenta l’occasione, tende sempre “istintivamente” a prendere le parti del più debole, dello sventurato solitario sul quale si è abbattuta la scure di un potere che ha dalla sua parte la forza: però lo fa per mera compensazione, ovvero per compassione, cioè non si muove mai per cambiare la storia,  si limita invece ad osservarne il suo naturale corso;  alla fine dei giochi si assoggetta sempre al vincitore.

(continua…)

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No Berlusconi Day

minibannerSabato in piazza contro Berlusconi e berluschini..contro Lui e chi vuole essere come lui, contro chi ha costruito il proprio successo sull’ignoranza, l’arroganza, la stupidità, contro chi non si ribella abbastanza, contro l’unico sistema politico al mondo dove il vice della maggioranza e quello dell’opposizione si chiamano sempre Letta, contro chi non capisce o fa finta di non capire, contro il mio vicino di casa, contro parenti e amici, contro chi ha votato la mafia perchè è l’unico governo possibile per l’Italia, contro l’Italia, se necessario anche contro me stesso, contro i miei fallimenti, contro la sinistra che non c’è più, contro la destra che c’è ancora, contro la mia generazione di laureati disperati leccapiedi, contro chi scappa all’estero e contro chi scommette sul proprio territorio, contro i vecchi partiti e i soliti crocefissi.
Contro, contro, contro, contro, contro, contro.
Almeno per una volta, per un giorno, per un attimo che vale per sempre. Contro!

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Dacci oggi il nostro pane quotidiano

CrocefissoScuolaR375_130809Che paese maledetto!

Anche i complotti, come i colpi di stato, e le rivoluzioni come i programmi di governo, durano al massimo qualche settimana, non riescono neanche a rappresentarsi come dovrebbero, manifestazioni di pensieri lunghi e articolati, visioni prospettiche della realtà, politiche capaci di innescare il cambiamento, interessi in movimento: tutto si perde nella cronaca quotidiana, nei titoli dei telegiornali, nelle prime pagine dei giornali, nelle parole che non sono fatte per essere lette o ascoltate ma per diventare simboli del quotidiano – che si possono vendere e comprare, tenere davanti agli occhi che fanno finta di chiedere, alle teste che non vogliono veramente pensare – per determinare un minimo comune denominatore anticulturale e la conseguente rassicurante convinzione di un destino omnicomprensivo, e di una uguaglianza fondata sulla certezza dell’ignoranza diffusa.
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Un “unico” possibile governo

tremonti.jpg_370468210Non sono stupito dalle dichiarazioni di Tremonti. Non solo perché non sono nuove dalle parti del ministero dell’economia. Soprattutto perché rappresentano, al di là del loro contenuto (non ci sarà nessuno stravolgimento delle attuali regole di mercato) l’ennesimo di una serie di fatti che determinano un profilo politico sempre più conservatore a destra come a sinistra, il quale dovrebbe trovare poi una sua completa definizione “tra” la destra e la sinistra. In Italia, c’è evidentemente un pezzo di classe dirigente, che ingenuamente definiamo “trasversale”, al lavoro per determinare non un nuovo equilibrio dopo l’uscita di scena di Berlusconi, bensì l’ennesima realizzazione del solito dogma centrista: il tentativo cioè di ricondurre il dibattito pubblico esaltato, distorto e violentato dal conflitto delle parti dentro una cornice certa che renda conoscibile un quadro incomprensibile, dentro cioè un ”unico” possibile governo.
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Le elezioni tedesche

_45425403_steinmeiermerkelafp466In Germania anche la politica segue una logica precisa, e quell’ossessione per l’esattezza che si vorrebbe dominasse il carattere tedesco, sembra ritrovarsi anche nell’analisi del risultato elettorale. Paradossalmente.

Già, perché se è vero che la confusa complessità del quadro emerso dalle urne, con cinque partiti “a due cifre”, non fa altro che riproporre la difficoltà di mettere ordine in una fase di transizione che riguarda non solo quel paese ma il mondo intero – un paesaggio in fin dei conti segnato dalla paura d’inizio millennio – è altresì innegabile che proprio la ricercata fedeltà ai rapporti di forza in movimento, l’assoluto rispetto del criterio della rappresentanza proporzionale e delle regole elettorali, e il tentativo conseguente di dare razionalità, solidità, ad un flusso di stimoli sociali, economici (ma soprattutto culturali) diversi e spesso contradditori, fa sì che ancora una volta assistiamo, nel bene e nel male, al passaggio della Storia per le vie di Berlino.
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Italia Futura

berlusconi-morteAlla ripresa politica, dopo le vacanze e alla vigilia di un autunno caldo, le manovre di potere sembrano voler intercettare il malumore crescente nel paese, proprio mentre sta per uscire dal cono d’ombra di una crisi economica sempre meno mediatica e sempre più concreta.

La maggioranza tenta, in buona sostanza, di ritrovare l’equilibrio perso, eppure ancorando il governo ad una realtà in confuso movimento – che sembra voler scappare altrove, disposta anche a sperimentare complesse, oscure e estemporanee sperimentazioni istituzionali e partitiche – non fa che aumentare i pericoli di una propria caduta. Comunque, ad ogni costo, Berlusconi non è disposto a lasciarsi soffiare il bastone del comando, e perciò fa in modo di tenerlo saldamente in mano pronto a colpire i suoi più prossimi amici-nemici.

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La sinistra…che verrà

summer6In tempo utile, prima che il dibattito a sinistra si raggomitoli attorno al congresso del PD per paura di dipanarsi in un futuro oscuro, sarebbe necessario che i suoi dirigenti (chiunque essi siano) tentassero di proporre, se non una sistemazione complessiva e sistematica di esso, almeno una chiara proposta di organizzazione temporanea e autonoma delle aspettative espresse o meno dagli irriducibili elettori della parte politica più martoriata dalla contemporaneità italiana.

Ciò aiuterebbe certo a ricostruire un centrosinistra su basi più solide, giacché il problema di quest’ultimo non risiede tanto nella inevitabile estrema eterogeneità di ogni possibile coalizione che volesse sfidare ad ogni livello elettorale la destra, ma soprattutto nella debolezza strutturale delle sue potenziali componenti, e nella conseguente mancanza di una leadership valida, capace di rappresentarle e di tenerle insieme tutte dentro un valido progetto progressista di trasformazione del paese.

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Il solito errore

napolitano-berlusconi-300x224Come spesso accaduto nella storia repubblicana, il Presidente della Repubblica gioca un ruolo fondamentale nella politica italiana, quello  che la Costituzione in buona sostanza gli assegna, il salvatore della patria.

Napolitano è così riuscito nell’operazione di “governare” un paese in serie difficoltà, destabilizzato non solo dal fatto che la personalità malata del suo Presidente del Consiglio si è rivelata a tutto il mondo, ma anche da una più profonda incapacità strutturale di affrontare le difficoltà economiche e politiche del presente, di trovare un accordo con le possibilità realistiche di un futuro diverso, insomma di preparare quella forte risposta politica richiesta da tutto un sistema occidentale in declino.

Non è un caso quindi, se all’indomani del “successo” (tra molte virgolette!) del G8, sui giornali si sia ricominciato a parlare di riforme, anzi che sia stato lo stesso segretario del PD a rilanciare il tema dell’innalzamento (volontario?) dell’età pensionabile.

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