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a Piero Sansonetti

 

 

a Piero Sansonetti

Direttore di Liberazione

 
 
 
 
 
 
Gentile Direttore,
 

siamo iscritti al Circolo di Sinistra Democratica di Montemario a Roma, e abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione del 20 ottobre perché l’appello lanciato dalle colonne del Manifesto e di Liberazione a scendere in piazza contro la precarietà del lavoro e per i diritti di cittadinanza ci convince pienamente; perché è vero, come dice testualmente la piattaforma, che il governo Prodi ad oggi <<non ha ancora dato risposte ai problemi fondamentali che abbiamo di fronte, per i quali la maggioranza degli italiani ha condannato Berlusconi votando per il centrosinistra>>; e poi perché la volontà di unire la sinistra pensiamo derivi non già da ragioni di contingente opportunità, che possono essere esposte a repentini cambi di rotta, ma da una chiara visione della nostra funzione storica nella ricerca di una alternativa politica al pensiero unico.

In questi giorni tiene banco il fenomeno di Beppe Grillo, causato da un malcontento popolare crescente che la sinistra, o almeno la gran parte di essa, non ha saputo vedere, ascoltare, raccogliere e trasformare in progetto politico; un fenomeno che ovviamente non può essere ricondotto al classico conflitto tra capitale e lavoro ma che affonda le sue radici nel sempre fragile terreno democratico del Paese, finalmente destabilizzato dalla nascita del Partito Democratico. Tuttavia non è l’exploit di un grande comunicatore che ci preoccupa, bensì la contemporanea devitalizzazione della politica seguita a quel processo di asservimento della stessa alle logiche della economia della globalizzazione e della egemone cultura della violenza: è insomma il vuoto in cui si inserisce.

Di fronte alle sfide convergenti delle destre, del partito Democratico e di Beppe Grillo, tutte funzionali ad una dinamica di scomposizione e ricomposizione del potere che prescinde dalla formazione di un pensiero critico, serve, pensiamo, una svolta che faccia della politica un processo reale di partecipazione popolare, che si leghi ai movimenti ideali più avanzati e agli interessi concreti di equità sociale, e soprattutto che rimetta al centro il pensiero della sinistra sempre più emarginato dalla dialettica televisiva e dalla analisi dei grandi quotidiani di opinione.

Nella ricerca della unità tra Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica, sentiamo l’esigenza di un rinnovamento culturale profondo, che parta dal mettere insieme tutte le energie disperse nella lotta comune per un diverso modo di stare insieme nella società e per la liberazione dell’uomo e della donna da ogni sfruttamento.

Ecco allora la nostra insopprimibile voglia di scendere in piazza insieme speriamo ai tanti che come noi e differentemente da noi hanno l’ambizione di cambiare realmente il normale corso delle cose.   

Con stima,
 
 
 

Giovanni Perrino, Alberto Coglitore, Antonia Falcone, Filippo Pietra, Valerio Timperi

 
  
  Roma 27 set. 07
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