Articles

Muoia Sansone con tutti i filistei

 





Come si fa politica a sinistra?

Prima regola: essere iscritti a qualcuno dei partiti che vorrebbero rappresentarla.

Seconda regola: parlare in pubblico ovunque ti sia data l’occasione, possibilmente non improvvisando ma dando sempre l’idea di una precoce e personale elaborazione della cosiddetta “fase politica”, ovviamente anche a prescindere da uno studio realmente critico della stessa.

Terza regola: avere un forte radicamento territoriale.

È vero?

Bè, se lo è, la mia decisione di non assecondare più la vecchia pratica del tesseramento, in realtà personalmente sempre mal digerita, quella ancor più radicale di rifiutare la partecipazione alle solite e desolanti assemblee pubbliche della sinistra (tralascio per carità di patria quelle ristrette agli aderenti) nelle quali contano a prescindere le opinioni idiote di pochi eletti, e soprattutto quella di iniziare a fare la politica su internet anziché sui territori, insieme non rappresenterebbero altro che la fine di ogni personale ambizione di carriera istituzionale e di partito.

Tanto peggio! Si evidenzia così sempre più la mia tendenza sentimentale verso l’anarchia, che prescindendo ovviamente da ogni apprezzamento per gli anarchici di professione – filosoficamente essendo legato piuttosto ad un nuovo socialismo ancora lungi dall’essere sistematizzato – richiama però con decisione la mia voglia di qualcos’altro rispetto a ciò che ho fatto fino ad oggi.

Mi concedo quindi da solo, in piena e dirompente campagna elettorale, la assoluta e incondizionata possibilità di intervenire quando e come voglio, ma per lo più scrivendo e realizzando la necessità del rapporto sociale, che dovrebbe essere la funzione della politica, a prescindere da quei contatti fisici costretti che sanciscono le dinamiche materiali del potere servendo solo nelle contrattazioni degli interessi privati al beneficio del più forte e perpetuando un orribile sistema feudatario che non conosce soluzione di continuità nella storia italiana.

Condurrò per lo più la mia battaglia nello spazio virtuale di Internet per rimarcare che nei territori dove viviamo, nei locali pubblici che frequentiamo, perfino nelle associazioni di base che costituiamo come nelle televisioni dei padroni, i concetti della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza sono ovunque negati e messi sottosopra dalle logiche della conservazione e da tutte quelle ragioni veicolate con i discorsi politici che ogni giorno siamo costretti a sorbirci passivamente.

Lo farò a malincuore senza il supporto di un concreto soggetto della sinistra, almeno finchè questo non emergerà chiaramente con un profilo culturalmente e organizzativamente rivoluzionario, che sappia coinvolgere e far decidere – senza ricorrere alla delega – quella sinistra diffusa per fortuna fuori dai quattro partiti costituenti la Sinistra-l’Arcobaleno, che abbia il coraggio di essere sociale e non istituzionale e di governo, che sia frutto di un conflitto tra il vecchio e il nuovo e che contrasti la disumanizzazione progressiva imposta dal sistema capitalistico dopo almeno aver cancellato i propri comportamenti conformi con esso.

Internet mi darà l’occasione di intervenire, di dubitare, di criticare anche nei momenti meno opportuni, e di scegliere da che parte stare senza ipocrisie. Ma non mi darà la forza di contare, almeno finchè la politica dei pochi fondata sull’ignoranza dei molti non sarà soppiantata da una consapevole partecipazione di massa.

 

Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Segnalo
  • Technorati
  • Wikio IT
  • email
  • MySpace
  • Reddit
  • TwitThis

Tags:, , ,

leggi tutto →

Comments are closed.

  • Articles
  • Images
  • Quotes
  • Videos
  • Audio
  • Links