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Terremoto scientifico

terremoto-sumatraDi fatto non scrivevo più qualcosa per queste pagine dal 5 aprile. Dopo il terremoto in Abruzzo non me la sentivo di affondare anche io i polpastrelli delle mie mani sulla tastiera del computer..altri potevano e dovevano farlo, giornalisti, esperti a vario titolo, opinionisti di calibro. Presuntuoso sarei stato ad unirmi al coro delle notizie e delle analisi sulla sciagura improvvisa, ancora di più nella malaugurata ipotesi di scrivere addirittura qualcos’altro.

Oggi però la scossa ennesima, indolore, in Piemonte, ha sciolto i miei timori e ha fatto rimbalzare le mie idee fino a qui, nello spazio virtuale di un social network (e di un blog).

Dal profondo del mio corpo quindi emerge irrefrenabile la domanda, infantile, oscena: ma possibile che non ci sia scienza in grado di capire, di spiegare, di affrontare realmente ciò che sta accadendo? Perché il tono complessivo dei campioni della classe dirigente, della pubblica opinione e della comunità scientifica, grida una “normalità” che semina morte e panico, invece che borbottare umilmente il proprio fallimento di costruttori di idee, di analisi, di scelte, di informazioni, di trasformazioni, di paesaggi?

L’invito a non lasciarsi trasportare dalla “psicosi collettiva” elargito poco fa dal sismologo Boschi equivale forse a quello pretesco di affidarsi a Dio?

Il mondo sta cambiando, culturalmente, economicamente, ma anche l’ambiente non è più lo stesso di alcuni decenni fa. Lo sappiamo o lo dovremmo sapere tutti. Gli effetti del cambiamento climatico sono dimostrati, così quelli della stupidità, dell’onnipotenza distruttiva e razionale che scatena le guerre nel mondo e la violenza sotto casa. Ma i cardinali della Chiesa, quella cattolica e quella laica, in questo orrendo finto Medioevo eterno, perché sono sempre gli stessi?

Quando un Giuliani qualsiasi diventa famoso per avere in fin dei conti provato a dirci qualcos’altro, voce che grida nel deserto, che cosa dobbiamo concludere?

Che forse è umano e giusto chiedere al pensiero scientifico di essere tale, di diventare utile, di trasformarsi in azione sul mondo? Oppure che è inutile ribellarsi alla “natura” e alla dittatura dell’impotenza imposta da un papa sbrilluccicante attorno a cui dimorano oscuri camorristi con le ville costruite sul Vesuvio?

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2 Commenti Scrivi un commento ↓

  1. Adriano Sofri
    19. apr, 2009 at 19:55 #

    Be', hai un futuro da sismologo, no?

  2. Giovanni Perrino
    19. apr, 2009 at 23:46 #

    ahahahah!!

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