Qualcuno annuncia, per l’ennesima volta, la fine di Berlusconi!
Che intende dire? Forse che, a ridosso delle elezioni, qualche punto percentuale l’imperatore potrebbe perderlo a favore dell’UDC? Forse spera solo di trovare una pur lieve spinta motivazionale a fare una inutile campagna elettorale dove è già chiaro il vincitore? Oppure crede veramente che ci troviamo in America?
Comunque sia, la sostanza è che questo “qualcuno” non rappresenta in realtà “nessuno”.
Perché in questo paese, irriducibilmente, maggioritariamente, cattolico (e dunque intrinsecamente ipocrita), certe notizie fanno sì scalpore, perfino scandalo, ma si sa che sono largamente comprese e giustificate nella cultura dominante: si sa, da secoli, come affrontarle, dirigerle, e farle rientrare nel loro giusto ambito, cioè in quel privato tanto richiemato quanto sconosciuto, inviolabile, intangibile, quel Privato con la p maiuscola, entità a se stante.
Il dovere di noi bravi tipici italiani insomma non è certo quello di non tradire la propria moglie (o le proprie idee, convinzioni ecc.), ma di tenere rigorosamente, e astrattamente, separata quella dimensione visibile e giudicabile nella società, da quella invisibile, inadoperabile e indeterminabile del proprio Io. In altre parole, una cosa deve restare il detto, un’altra il pensato, una cosa è l’azione un’altra la preghiera, una la pubblica sacra famiglia e tanti i normali vizietti privati (avete letto Don Zuliani su la Repubblica di oggi?).
Il precipuo problema degli italiani (maschi) non è, diciamoci la verità, quello di rimanere fedeli alla propria donna (non sentiremo mai in quel famoso bar universale che a tutti piace frequentare una discussione del genere!), ma invece quello di non farsi scoprire, o meglio (e più specificamente) di non permettere che fuoriesca dai propri muri, clamorosamente, lo scandalo. I panni sporchi si lavano in casa!
é in qesta prospettiva che si capisce dunque l’interessata esternazione antigovernativa dei vescovi, non derivata dalla scappatella di Berlusconi (che sennò l’invenzione del perdono a che, a chi, servirebbe!) ma volta al ripristino di una sana, “sobria” ipocrisia.
Adesso, per rimediare, all’Imperatore toccherà comprare una ricca indulgenza, solo dopo si potrà bruciare al rogo quella pazza di Veronica.




















Condivido e sottoscrivo in toto, riusciranno a metabolizzare anche questa perchè di fatto …così fan tutti… si può essere il lato A e il lato B ..ladri e gentiliuomini, con dio, santa romana ecclesia e famiglia per impedire i DICO e al tempo stesso abusare in posizione di potere di giovin fanciulle … tanto lassù qualcuno sempre..ci ama…nei secoli.
Giovanni sei un grande………condivido.
leggo e penso:in un paese di ipocriti maschilisti,il LORO tanto amato premir ,ne uscira',come suo solito, un martire e non come fedifrago quale è ,mantre la povera Veronica sara' solo una moglie che vuole farsi notare e non una DONNA ferita quale è.pur essendo un'ITALIANA convinta in questo periodo non capisco il pensiero di quest'ultimi!!!! SVEGLIAMOCI E FACCIAMOCI SENTIRE!!!!
Condivido in pieno!
Temo, Giovanni, che la tua visione sull'intervento del Vaticano nella querelle famigliare Lario-Berlusconi sia giustissima: non una parola spesa a difesa della dignità di di lei, come moglie e madre pubblicamente e ripetutamente offesa; solo un monito per lui pesante come un macigno: se perseguirà in comportamenti pubblici di così discutibile moralità, si alienerà l'appoggio "pubblico" del Vaticano (quello che può ancora orientare pesantemente i voti dei cattolici devoti). La patetica difesa di lui ieri sera in tv ha esattamente il senso della frase conclusiva della tua nota.
"Il presidente esuberante, il presidente esteticamente corretto, allergico alla bruttezza e con un debole dichiarato per la gioventù delle attrici in fiore, pur avendo scelto la guasconeria come arte del consenso ora scopre di colpo il basso profilo e la privacy. E grida al complotto. È chiaro che a nessuno è lecito usare i disastri altrui come arma politica.""Non ci è piaciuto quel clima da scambio di 'favorini' veri, falsi o presunti tra amici e amiche. E ci ha inquietato lo spargersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un'altra manciata di sospetti sulle gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. E comunque, prima o poi, arriva il momento del conto."
"Perché inaccettabile è una concezione della donna meramente strumentale: la «candidata» dev'essere bella, giovane, piacente… possibilmente disponibile. Magari così solo allo sguardo degli estranei, ma si sa che le apparenze contano."Leggendo questi passaggi, ho ricavato la netta impressione che tu, Giovanni: a) abbia sbagliato giornale e articolo, oppure b) comunque tu non abbia letto l'editoriale dell'Avvenire. Last but not least: l'editoriale in questione riporta la firma di una donna. Forse anche questo t'e' suggito.
E' stupefacente la coincidenza tra la presentazione del film di Bellocchio sulla Dalser e la sua presunta pazzia e quello che sta succedendo in Italia a Veronica Lario…forse perchè in fondo le dittature sono tutte uguali: un imperatore ebbro di potere che fa passare tutti gli altri per pazzi!!!
Bravo Maurizio.. Antonia una buona intuizione..il nesso sta Ida Dalzer e Veronica, è possibile.
Se Hitler, resuscitando, avesse la possibilita' di difendere le buone ragioni della shoah e del porrajmos con una serata intera di monologo da Vespa, sicuramente il giorno dopo molti italiani non gli darebbero affatto torto.