Devo analizzare la campagna elettorale, Per me è un dovere. Non so chi me lo impone, ma non mi posso sottrarre.
Ora, a dirla tutta, non è che mi vada tanto.
Da quando esistono i sondaggi, l’impresa sembrerebbe anche superflua, e per realizzarla basterebbe semplicemente saper fare un po’ di conti: comunque niente di intellettualmente impegnativo, e soprattutto di disorientante.
Ma il vero motivo della mia ritrosia non è questo.
È che, a guardarci dentro una campagna elettorale, una qualunque campagna elettorale, quella italiana per esempio, si rischia di subirne l’effetto vuoto, di assorbirne le sue vertigini spaventose, di caderci dentro e di perdere tutto, il tempo, lo spazio, le idee. Insomma si finisce male, perché ogni campagna elettorale, ormai (o forse da sempre), è in realtà il buco nero della politica, la negazione della stessa, della verità della sua esistenza, dell’esigenza infinita della trasformazione sociale.
In campagna elettorale, poi, a dirla proprio tutta, le analisi non si dovrebbero proprio fare (non ho proprio imparato nulla da quella scuola?), apparirebbero in contro senso, e sarebbero una resistenza inutile, anzi dannosa, masturbatoria perfino, una negazione della negazione, insomma una ricerca di utopia fuori tempo massimo.
Ok…
Dato che a questo punto, ho già perso la maggioranza dei miei lettori, e che i rapaci pulcini d’allevamento sono tornati alla catena di montaggio che li farà buonissimi ma inconsapevoli polli allo spiedo, posso iniziare appunto ad analizzare la attuale campagna elettorale italiana.
Mi trovo quindi, rara incarnazione della sinistra, sull’orlo dell’abisso. E Qui e Ora, ho solo due exit: allontanarmi, facendo finta di niente, cioè non votare, oppure concentrarmi sul mio naso, per non guardare l’orrore che mi circonda, cioè votare uno dei miei piccoli partiti (..si, si..non vi incazzate..lo so che diventeremo grandi..prima o poi!). Nello specifico ho già deciso che voterò per Sinistra e Libertà (qualcuno, dei pochi arrivati a questo punto, dirà “e ci mancherebbe!”, qualcun altro storcerà il naso, qualcun altro ancora, che mi conosce meglio o che non mi conosce affatto, penserà “e ‘sti cazzi!”). Ma l’analisi?
Ecco l’analisi.
Il PD è un partito talmente sbagliato, che volendo fare il “cartello” con Berlusconi non si è reso conto che stava in realtà soccombendo all’unico principe: la sua debacle è quindi paradossalmente un problema anche per quest’ultimo. La Lega, l’IDV, l’UDC, crescono in maniera inversamente proporzionale alle capacità della loro opposizione. La sinistra non pare ce la fà a riprendersi la sua parte, ma spera e ci prova. Il buco nero inghiotte comunque tutti.
Seguirà il big bang?



















Più o meno stiamo messi così. Speriamo che le dee ci aiutino. Caio
ok, ho riletto con attenzione..è vero non c'è la citazione della lista comunista, che però è considerata dentro la frase "i miei piccoli partiti"..se vuoi mi scuso..ma non ti pare di esagerare a considerarmi alla stregua della RAI?
Giovanni io penso che mai come in questa campagna elettorale io senta tutto il mio vuoto di partecipazione. Non saranno queste elezioni a derimere in senso positivo le sorti di questa sinistra sinistra…ci vuole tempo e coraggio per le domande che mettano in movimento le idee per un rinnovamento della politica devastata da destra a sinistra. Voterò qualcosa perchè ricattata dalla melma della destra che avanza nel populismo più pericoloso che si sia conosciuto dai tempi del fascismo. Io confido e attendo un tempo che ha bisogno della calma nercessaria a ricostruire una immagine della politica e di una sinistra capace di riconsegnare sogni al nostro paese. Ora è solo resistenza, come ho sentito nella intervista a Bellocchio rilasciata a Red TV. perchè si è toccato il fondo…e bisognerà risalire lentamente.
e ci mancherebbe, Giovanni.
ciao giovanni, ottima analisi che condivido pienamente e spero che crescerà questa sinistra.