Come si spiega questo attacco concentrico su Berlusconi? Sembra che il “sistema” lo inizi a rifiutare, che grazie alla storia, apparentemente privata, del divorzio richiesto dalla moglie tramite lettera pubblica, si sia potuta scatenare una guerra al capo insperata fino ad un attimo prima, quando questi sembrava all’apice della sua potenza, con il terremoto a suggellarne la sua necessità vitale, la totale dipendenza del popolo dal suo favore, dalle sue capacità taumaturgiche, la sua realtà di Imperatore. L’imperatore che aspettava le elezioni europee trasformate in un plebiscito per legittimarlo, per far emergere un quadro complesso e debole di un insieme di soggetti capaci solo di un opposizione puramente estetica, da gestire utilmente per corrispondere alle richieste democratiche di una compagine internazionale ormai capace solo di chiedere il rispetto della forma,l’ipocrisia giuridica.
Non ho mai pensato, e non penso tuttora, che la storia di Noemi e del vecchio che va con le minorenni, oppure il “caso Berlusconi”, potesse di per se sconfiggere la necessità politica dell’Imperatore: mi è chiaro che sempre è prevista una doppia misura per valutare i comportamenti di un rappresentante del popolo e di un “Dio”. Ad un potere illimitato, non si possono chiedere limiti, di nessun tipo, senza contemporaneamente rinunciare alla sua potenza, alla sua unicità salvifica. Berlusconi è ciò che vogliono gli italiani per rispecchiarsi nella loro falsa rappresentazione, e per giustificare ogni loro colpa nascosta, per relativizzarla, per offrirla in dono al “vero” Signore, che tutto comprende, risucchia e risputa in forma depurata. Berlusconi è sostenuto in fondo dal normale senso di colpa degli italiani, popolo di irrimediabili cattolici peccatori.
Ecco allora il punto politico. Secondo Me. Se all’imperatore gli si cominciano invece a porre dei limiti, delle domande per accertarne la verità dei pronunciamenti, vuol dire forse che non lo si riconosce più come tale, che insomma non se ne ha più bisogno, o che comunque i suoi costi per la collettività sono diventati superiori ai benefici.
Ma facciamo un passo indietro, per valutare la situazione politica pre-scandalo.
Dalle elezioni europee il PD sembrava dovesse uscirne fortemente ridimensionato, e quindi quasi morto perché le scissioni a quel punto sarebbero state inevitabili. Gli altri soggetti politici antiberlusconiani ne dovevano uscire invece un po’ rafforzati, ma definitivamente lontani, insieme al PD, dalla prospettiva di rappresentare uniti o meno, un’alternativa credibile, e quindi inutili anche nella loro presente e costante funzione di compensazione. L’equilibrio politico quindi definitivamente compromesso dalla caduta di un normale bilanciamento tra destra e sinistra, tra maggioranza e minoranza, e tutto il “sistema” – fondato su questo forzoso bipolarismo, innalzato acriticamente ad ideologia della seconda repubblica – semplicemente insostenibile. La seconda repubblica mai nata avrebbe lasciato il passo alla più realistica fine della Repubblica, senza neanche il bisogno di grossi cambiamenti istituzionali: Berlusconi avviato all’unico ruolo degno per consacrarne la morte, quello della Presidenza della Repubblica. Che ruolo infatti avrebbe potuto avere un qualsiasi altro Presidente della Repubblica, nel sistema politico di Berlusconi: più o meno quello che aveva avuto Sua Maestà di fronte a Mussolini?
Ora invece, dopo lo scandalo, succederà qualcosa di nuovo e imprevisto nelle elezioni?



















si è già rotto il tanto decantato Termovaloizzatore di Acerra, stranamente la notizia è passata sul Tg Regionale. Il " complotto" continua.
Giovanni la tua analisi/riflessione è perfetta. Mi piace quel passaggio sul rispecchiamento della immagine del Premier nell'anima di taluni italiani "Berlusconi è ciò che vogliono gli italiani per rispecchiarsi nella loro falsa rappresentazione, e per giustificare ogni loro colpa nascosta, per relativizzarla, per offrirla in dono al “vero” Signore, che tutto comprende, risucchia e risputa in forma depurata. Berlusconi è sostenuto in fondo dal normale senso di colpa degli italiani, popolo di irrimediabili cattolici peccatori." Azzeccattisimo.Io ho da un pò di tempo il presentimento che l'mmagine salvifica che proiettava ESSO sullItalia si sarebbe incrinata prima o poi, che la sua sovraesposizione incontenibile avrebbe rivelato il suo lato assolutamente schizoide, nel vero senso del termine.Poteva essere la fragile Noemi, o altro, secondo me, a dare la misura della assoluta follia di questo misero uomo, in delirio di onnipotenza, ingombrante e pregno di niente.
Pio gli atti mancati della sua politica fatta di slogan e di misure dichiarate e irrealizzabili. Intanto cominciano a chiedere conto anche quelli come Confindustria..e altri poteri..Forse ci si risveglia dall'incubo… sui riflessi nell'immediato e sull'esito delle elezioni una incognita..non è facile pronosticare..tranne per Di Pietro che incrementerà i suoi voti prendendoli alla sinistra che non c'è..il vero dramma è questo che la gente non perdonerà la deriva al nulla e alla storica divisione della sinistra, dissociata e incapace di pensare.Cioè l'eventuale incrinatura non favorirà il PD le liste di sinistra..gli vuoi dare torto?…
domanda difficile anche se sembra che la risposta stia (giustamente) nel ritenere che il clima di pseudo cultura, scientficamente studiato da berlusconi e la destra in generale,si è diffusamente insinuato nelle vite, nelle case, nella quotidianità degli italiani . perdonando 'una scivolata' a berlusconi perdonano se stessi. la loro mediocrità. penso che chi non vuole piegarsi e rassegnarsi a questa deriva ha molta strada da fare. lunga difficile faticosa. tuttavia non ci sono alternative ed allora ciascuno di noi ,a cominciare dalle relazioni più prossime, non deve mai rinunciare ad esprimere il proprio disgusto ed il proprio dissenso ed a ricercare e raccontare un modo diverso di intendere la politica e le istituzioni. penso che di questo deve occuparsi la sinistra. di ricostruire il senso di essere comunità, rigenerare l'orgoglio di valori che in altri anni hanno permesso grandi conquiste sociali e civili. quella che abbiamo imparato a chiamare egemonia culturale della sinistra.
quando la cultura diventa nemica del potere berlusconiano.http://www.corriere.it/politica/09_maggio_29/Accuse_al_Cavaliere_nel_libro_Einaudi_rifiuta_Saramago_dino_messina_1cca42da-4c11-11de-b7be-00144f02aabc.shtml
non bisogna stancarsi mai di sbattere la testa contro il muro Berlusconiano se le nostre teste non si spaccheranno il muro crollerà.