lug
15

Il solito errore

By Giovanni Perrino

napolitano-berlusconi-300x224Come spesso accaduto nella storia repubblicana, il Presidente della Repubblica gioca un ruolo fondamentale nella politica italiana, quello  che la Costituzione in buona sostanza gli assegna, il salvatore della patria.

Napolitano è così riuscito nell’operazione di “governare” un paese in serie difficoltà, destabilizzato non solo dal fatto che la personalità malata del suo Presidente del Consiglio si è rivelata a tutto il mondo, ma anche da una più profonda incapacità strutturale di affrontare le difficoltà economiche e politiche del presente, di trovare un accordo con le possibilità realistiche di un futuro diverso, insomma di preparare quella forte risposta politica richiesta da tutto un sistema occidentale in declino.

Non è un caso quindi, se all’indomani del “successo” (tra molte virgolette!) del G8, sui giornali si sia ricominciato a parlare di riforme, anzi che sia stato lo stesso segretario del PD a rilanciare il tema dell’innalzamento (volontario?) dell’età pensionabile.


Insomma sembrerebbe che gli interessi nazionali siano stati finalmente rimessi sopra una dialettica politica estranea ad essi, con il vantaggio per giunta sia di rivelare il “famoso” senso di responsabilità proprio dei Democratici, emerso appunto grazie al loro massimo rappresentante, il Capo dello Stato, che di determinare soprattutto un quadro politico meno favorevole a tentazioni populiste nel pieno di una importante lotta congressuale.

Così almeno giudica la situazione la generale opinione pubblica. Però le cose si possono vedere anche in un altro modo, evidenziando per esempio qualche difetto nell’approccio politico appena esposto.

Primo. Che il ruolo già misero dell’Italia sullo scenario internazionale potesse definitivamente affondare, come avrebbe voluto per esempio il giornale che proponeva la sostituzione con la Spagna, forse non conveniva innanzitutto agli americani, che nel loro fedele alleato riconoscono sempre un valido aiuto nelle dinamiche europee e non.

Secondo.  Che per salvare l’Italia si scelga ancora una volta di salvare Berlusconi, a me sembra una linea non troppo sensata.

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