Il merito è della stampa americana e di quella tedesca. Se oggi stiamo affrontando il tema dei preti pedofili al punto da mettere in dubbio il ruolo del papa in una vicenda scandalosa e terribile, se non siamo accecati dal dogma dell’infallibilità che si vorrebbe esteso al mondo secondo tradizione cattolica, è perché la storia ha separato già da secoli quella aspirazione umana alla ricerca e alla costruzione temporale della verità dal perpetuarsi della rivelata menzogna religiosa, frutto del gioco degli uomini di potere; è perché si ripercuotono ancora oggi, in un medioevo di ritorno, gli effetti benefici di una lotta per la libertà fondata su un umanesimo saggio, capace sopra ogni altra cosa di sviluppare quel senso della prospettiva attraverso cui vedere le cose per quel che sono, attraverso cui scoprire quell’unico vero miracolo della realtà dello spazio e del tempo che la Chiesa nega.
Gli americani e i tedeschi, ancora oggi, come secoli fa, contro il Papa, nettamente. E gli italiani?
Per noi forse la chiesa è troppo vicina, imponente, bella, inevitabile, è parte della nostra vista, forse è la nostra stessa vita, l’organo senza il quale il nostro corpo sociale schianterebbe, si rivelerebbe inesistente. Oggi però è sotto i nostri occhi lo “scandalo pedofilia nella chiesa cattolica”: sembrerebbe affare riservato a pochi intellettuali, che ricade sul popolo solo come una eco lontano. Da qui, da Roma, tutto deve volere essere come ieri, tutto è piatto e muto, spesso nascosto.
Ma con la giusta prospettiva non ci lasceremmo ingannare, e quello “0,03% di peccatori”, che le gerarchie ecclesiastiche usano come dato dimostrativo di un complotto, ci dovrebbe apparire invece così vicino alla chiesa, così attaccato ad essa, da rivelarsi fatto della stessa essenza: dovremmo finalmente vedere la Chiesa dei pedofili.
Io lo spero, io lo auspico, non che intorno a me si producano istantaneamente, come se potessero uscire da un laboratorio, uomini e donne atei come me, ma che un nuovo scisma interno alla Chiesa apra finalmente nuovi spazi di espressione e libertà, dia un nuovo corpo ad un’idea diversa: che la Chiesa Cattolica è proprio questo che non vuole, che le cose inizino a cambiare.
di Giovanni Perrino
www.giovanniperrino.it



















diffonderò come pietro cominciò a diffondere il verbo di gesù/dio.
ho trovato anche i ciellini a ginevra…poveri loro, quale colpa hanno commesso. Non sanno cosa li aspetta!!!!
sarebbe ora che facessero un nuovo Concilio per rimettere in discussione il senso della chiesa nella società di oggi e per capire come mai quello che fu deciso nel Vaticano II sia stato sistematicamente picconato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI… (che era il prefetto della congregazione per la dottrina della fede… e primo responsabile dell'annientamento della teologia della liberazione, ovvera della "chiesa comunista"…)
sarebbe ora che facessero un nuovo Concilio per rimettere in discussione il senso della chiesa nella società di oggi e per capire come mai quello che fu deciso nel Vaticano II sia stato sistematicamente picconato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI… (che era il prefetto della congregazione per la dottrina della fede… e primo responsabile dell'annientamento della teologia della liberazione, ovvera della "chiesa comunista"…)
come potrei non essere d'accordo. Una sola cosa vorrei notare in più e cioè io non ritengo che la Chiesa "sia parte della nostra vista, tantomeno che possa essere la nostra stessa vita, e sicuramente il nostro corpo sociale non si schianterebbe senza tale organo, anzi oserei dire che sicuramente avremo uno sbalzo in avanti e un miglioramento del nostro tessuto sociale". La chiesa trovo sia un elemento di arretratezza nella odierna società e che essa influisce enormemente al consolidamento di questo stallo sociale.
Sono assolutamente d' accordo..
Complimenti per l'intervento. In alcuni punti ballardiano per stile. Io però sposterei il problema, non lo focalizzerei sulla ventilata verità religiosa della Chiesa e sull'ateismo come antidoto. Forse è idealistico pensare che le masse possano a un certo punto capire che vengono utilizzate dal potere. Affronterei il problema della pedofilia nella Chiesa dal punto di vista antropologico e persino medico. Le ricerche hanno dimostrato che questo è un fenomeno molto difuso tra le gerarchie ecclesiastiche per via dei danni che l'educazione seminarile fa nel periodo di crescita di questi che a volte sono vittime prima che carnefici. Non sto giustificando nulla, beninteso, ma comincerei a prormi il problema su un livello piu pratico e pragmatico. Di li forse qualcosa può cambiare.
Si Riccardo, sicuramente la tua analisi è giusta ma come tutte le istituzioni antidemocratiche la Chiesa tende a nascondere gravii episodi che la colpiscono al solo scopo di difendere un'immagine mentre all'interno di se stessa c'è grande immoralità. Non a caso c'è una perfetta sintonia con l'attuale governo in carica.
Sono d'accordo. IMpossibile non essere d'accordo. Ma parlavo di affrontare il problema da un punto di vista diverso, piu funzionale e immediato. Forse chissà, persino piu giusto. Si comincia dal piccolo e poi
"La chiesa trovo sia un elemento di arretratezza nella odierna società e che essa influisce enormemente al consolidamento di questo stallo sociale". Sottoscrivo appieno.
Posso suggerire di leggere l'ampio reportage che Internazionale in edicola questa settimana ha dedicato al tema? Mette i brividi…
Provvederò subito. Grazie.
Grazie Giovanni. Mi piace molto questo tuo “articolo”, riflessione. Secco e asciutto, appassionato ed intelligente. Misurato nei toni e nei modi. Vero. Umano.Io sono giorni che ho dato spazio sulla mia bacheca a questo argomento, che non può passare sotto silenzio. Concordo con te, con l’analisi che tu hai fatto in tutto.. Qui in Italia sembra che questo tema abbia trovato spazio sulla stampa, poco, nella tv pubblica.. e all’inizio, osservavo, che c’era anche da parte dei giornalisti della carta stampata un certo timore, una sordina, che m’indignava non poco. Poi le notizie hanno rimbalzato da un paese all’altro e si è aperto il vaso di Pandora.Tragedia secolare..secondo me. Saputa e risaputa, ma tutti complici a chiudere non solo un occhio, ma tutti e due.Per quelle stesse ragioni che tu dici bene..il timore che crolli una certezza..quella della fede, o quella di comodo…Questo mi lascia veramente indignata la gente non vuole aprire gli occhi..trattare questo tema scomodoMeglio fare in modo che torni nuovamente ad inabissarsi…nel silenzio di prima…Ma io credo che non sarà più possibile rimandare ..le coscienze più sensibili, anche nel mondo cattolico, cercano la verità..Non sono molte, ma ci sono.Quello che m’inquieta è il dibattito culturale sul tema della pedofilia..che alcuni non credenti scambiano come sessualità, tendenza, inclinazione a…Questo anche mi preme assai affrontare.. perché la pedofilia, oltre ad avere un mercato è pratica “in uso” anche dentro le stesse famiglie, nelle parentele o giri di amici, prossimi…La domanda è quale sessualità?! ..Questo è un crimine, che deriva ed è prodotto della malattia mentale, nelle sua forma più grave e silente….condita anche da una certa cattiveria..Questo mi piacerebbe diventasse il tema culturale da affrontare. Quello sulla identità sessuale umana. Perché se c’è la sesualità, non c’è la pedofilia o altra perversione che strumentalizza i corpi e le menti umane. Bisogna dare un nome alle cose…Grazie. Giovanni e ti seguo ancora.
Ritengo che la Chiesa non si identifichi, né si esaurisca, esclusivamente nelle gerarchie ecclesiastiche: che però ne dettano la linea, si tratti delle intemerate contro le donne che abortiscono o delle omissioni e delle reticenze sulla questione della pedofilia. Perciò, anche se nutro ammirazione e rispetto per religiosi come padre Zanotelli, don Ciotti e il cardinal Martini (ma anche per i tanti, anonimi "preti di strada"), condivido pienamente l'analisi di Elio. E, proprio per impedire che la Chiesa cattolica continui a parlare – e ad agire – in mio nome, due anni fa mi sono "sbattezzata". A volte, la forma è sostanza.