Monthly Archives

ottobre 2018

Ieri, Google e Amazon hanno comunicato risultati inferiori alle aspettative e il mercato, che ha da tempo bisogno di stornare dai massimi storici raggiunti, ha preso questa come un’altra occasione di sell-off. Finalmente vediamo anche un trend al rialzo dell’oro, fedele compagno dei momenti difficili e incerti. Draghi, ancora ieri, ha confermato la fine del QE per dicembre ma non ha dichiarato e neanche prospettato una politica monetaria maggiormente restrittiva per l’anno prossimo: il rischio Italia è sullo sfondo e richiede cautela e opzioni aperte.

Il protezionismo non aiuta certo la zona euro, stremata dalle tensioni politiche populiste sfociate in Brexit e debito italiano, che dai dati macro mostra ancora debolezza e necessità di stimoli monetari. Il Presidente BCE ha richiamato non a caso i paesi membri ad attuare quelle riforme che rafforzerebbero la domanda interna, dato che il ritmo di crescita è inferiore alle attese, e si è detto quindi fiducioso rispetto ad un accordo tra governo italiano e Unione Europea. Sul fronte dei negoziati con la Gran Bretagna, invece, le novità non ci sono e ciò vuol dire che è sempre più probabile il mancato accordo, con la conseguenti dimissioni di Theresa May che aprirebbero ad uno scenario diverso di una possibile vittoria dei laburisti sovranisti di Corbyn in contemporanea con un simile cambio di rotta politica anche nel panorama europeo (si vota a maggio prossimo per il rinnovo del Parlamento).

Ad aumentare la tensione internazionale, è arrivata anche la notizia del ritiro americano dagli accordi INF (disarmo nucleare), peraltro continuamente violati dai russi: non stupisce e si inserisce nel quadro di una politica estera americana sempre più rischiosa e aggressiva.