La settimana scorsa è stata segnata dal ritiro americano voluto da Trump dall’accordo nucleare iraniano e dal conseguente apprezzamento del petrolio (sopra i 70 dollari al barile), frenato tuttavia dal contemporaneo rafforzamento del dollaro sulle principali valute mondiali (e soprattutto sulle monete dei mercati emergenti).

La moneta statunitense beneficia principalmente della crescita dei rendimenti sui titoli di stato e del differenziale con quelli tedeschi: l’economia a stelle e strisce sta infatti centrando tutti i suoi obiettivi e la politica monetaria torna ad essere necessariamente restrittiva (incerto il terzo rialzo dei tassi per il 2018).

L’incertezza geopolitica ha il cuore in medioriente e nella crisi sempre più complicata in Siria che vede scontrarsi ormai frontalmente Iran e Israele. In compenso, Trump distende i rapporti con la Cina sia attraverso la politica conciliante verso la Nord Corea (si promettono qui aiuti economici in cambio della rinuncia ai progetti nucleari) che con la ripresa dei negoziati commerciali (prevista la visita del capo di stato cinese a Washington).

Con queste ultime mosse di politica estera, il nuovo corso trumpiano sembra improntato sempre più ad un’escalation di tensione con la potenza russa.

In questo quadro, occhi puntati del mondo anche sull’Italia, che si appresta ad avere un governo filorusso e anti-Nato (almeno stando alle premesse elettorali) grazie all’accordo tra la Lega e il M5S: vedremo se ci saranno ripercussioni sull’andamento della moneta unica all’annuncio del nuovo presidente del Consiglio.

Nella settimana che viene sono da monitorare i seguenti dati economici:

martedì, la crescita del PIL tedesco, che si prevede del 2,5 su base annuale e dello 0,4 su base trimestrale (quindi un lieve rallentamento) e quella della zona euro;

il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna (previsto stazionario al 4,5) e, sempre martedì, le vendite al dettaglio USA;

mercoledì PIL giapponese e giovedì tasso di disoccupazione australiano.

venerdì inflazione giapponese e canadese.

 

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