Bene, la crisi di governo è finalmente arrivata ed è una grande occasione per la rinascita della dialettica destra-sinistra alle prossime elezioni. Bisogna schiacciare i 5 stelle costringendoli in una posizione centrista che non possono sostenere, facendo emergere le contraddizioni tipiche del loro becero qualunquismo, che si rivolge a tutti senza accontentare nessuno, che per ammazzare il re avvelena l’acqua per il popolo: la priorità è la loro eliminazione politica. Il fascismo salviniano è il frutto dell’albero cattivo dell’antipolitica, della rinuncia alla dialettica tipica delle democrazie occidentali: ripristinando questa superereremo anche quello.
Zingaretti è stato eletto segretario del PD su una proprosta diversa, sulla possibilità di un accordo con il nemico della sinistra (perché da sempre il populismo è il killer della sinistra), ma sono certo si trattasse solo di una tattica vincente: è un politico molto astuto che sa leggere il momento e adoperarsi per raggiungere il suo scopo. La fase politica attuale richiede invece uno scontro diretto tra due proposte alternative forti, tra gli europeisti e gli antieropeisti, tra i progressisti e i reazionari, tra i razzisti e i solidali, tra una sinistra rinnovata e una destra sempre uguale a sé stessa. Zingaretti deve riuscire ad interpretare la nuova fase, senza coalizioni, senza Ulivi e Unioni, con la forza di tenere insieme nello stesso partito tutto ciò che di buono c’è ancora in questo paese e che rimane inespresso, oppresso, persino denigrato.
Rallegriamoci della fine di questo disgraziato governo che ha mostrato al mondo un volto dell’Italia che non corrisponde alla sua bellezza antica e poetica, e auguriamoci di meglio per il futuro, dopo esserci in fondo meritati il peggio.

P.s. scusate le parole semplici e dirette, non proprio nel mio stile, ma in certi casi l’esigenza della chiarezza si sposa bene con quella della politica.

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