Il risultato elettorale dei ballottaggi certifica la disfatta del PD e l’assenza di una proposta alternativa all’avanzata populista e illiberale che sta segnando il declino della democrazia occidentale: lo specchio della Turchia, dove Erdogan ha ottenuto meno limiti al suo potere, ci riflette in un’aspetto poco attraente che non sostiene più la veste del modello diffusivo e espansivo caratterizzante l’Europa e l’America post guerra fredda, quella ormai logora speranza di un nuovo illumismo mondiale e di un’internazionalismo politico irreversibile, pacifico, competitivo e sociale. La kantiana ispirazione alla “pace perpetua” è stata sostituita nei discorsi intellettuali dal senso di impotenza di fronte all’inevitabile sconfitta dei progetti innovativi: si confonde ormai il realismo con la reazione, fino ad individuare in Putin e Trump i soggetti spieganti non tanto la crisi di una identità progressista ma la realtà di una naturale identità primitiva.

I temi del nazionalismo, del protezionismo, del razzismo, formano un unico concetto di paura, di reazione alla modernità: la volontà popolare è sempre meno mediata, filtrata dalle istituzioni pubbliche, dal concetto di bene comune. Il risultato è un allineamento verso il basso della civiltà, un medioevo tecnologico.

Di fronte alla sfida della reazione, è urgente costruire un fronte progressista e internazionalista, che metta al centro dell’agenda politica il tema dell’Europa unita, sociale, liberale. In Italia non c’è altro da fare che questo, è un problema di spazio pubblico, di geografia politica: non esistono opzioni diverse dalla realizzazione di un progetto che occupi il vuoto lasciato dalle forze populiste, prima che questo diventi un buco nero dal quale apparentemente sia impossibile uscire. Unirsi contro il nemico comune, sostenere chiunque abbia la possibilità di vincerlo, uscire dall’isolamento di un’opposizione sterile e provincialista. Non è più il tempo di identificarsi con il passato, con vecchi schemi mentali a fallimentari pratiche di azione: o siamo parte della soluzione o siamo parte del problema.

 

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