Trump non sembra avere alcuna intenzione di intervenire davvero in Siria per fermare le atrocità di un regime che ha ormai sconfitto la ribellione popolare grazie all’appoggio politico e militare della Russia e dell’Iran, e che usando le armi chimiche dimostra all’opposizione interna ed esterna di non sentire limiti alla propria azione criminale, di essere più forte della retorica umanitaria occidentale.

Fare finta di intervenire con un giorno di bombardamenti, anche massicci, non farebbe altro che rafforzare Assad e la Russia e coprirebbe le reali intenzioni isolazionaste dell’attuale presidenza americana, legittimando peraltro un ulteriore escalation di violenza del governo siriano.

Sarebbe necessario invece un piano, che al momento non si intravede, di interventi diplomatici e se necessario militari di contenimento dell’influenza russa sul Medioriente e di limitazione di pratiche di potere inumane: spererei perciò anche in un ruolo positivo di Francia e Gran Bretagna.

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