Tutto secondo programma,ne avevo scritto già 11 giorni fa: Lega e M5S non hanno intenzione di governare se non sul fallimento chiaro e conclamato del Paese, e hanno costretto il Presidente della Repubblica ad una scelta obbligata che sperano possa accrescere il loro consenso nel paese: il populismo (cioè il pensiero comune) è come al solito alimentato da una spirale psicologica sadomaso (potenza e sottomissione) che caratterizza un Paese ricco ma debole, ormai sull’orlo di un fallimento economico che lo mette a rischio speculazione finanziaria.

Bisognava eliminarli prima, i fascio-cretini: la democrazia ha nella sua natura la perversione antisistema, ma nelle sue istituzioni trova pesi e contrappesi che possono tenerla in vita. Ora il pericolo è in una volontà popolare soggiogata dalla pazzia di un cambiamento distruttivo, di un ribasso delle aspettative che immagina un egualitarismo in una comune povertà, nella vittoria culturale del Lumpenproletariat.

Date queste premesse, la risposta politica alla deriva italiana è una sola e facilmente ricavabile dall’esame del nemico: non è necessario esporla quanto invece iniziare a maturare il dialogo concreto tra le forze democratiche.

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