Libertà e/o verità, e un dibattito filosofico complesso nel quale i due termini sembrano in contraddizione tra loro, soprattutto da quando anche la realtà umana è stata sottomessa alla scienza positiva e a quelle sottospecie di culture che chiamano sociologia e psicologia.

Dovevamo liberarci dalla religione che limitava la nostra naturale creatività pur preservando almeno il libero arbitrio, ma siamo finiti per liberarci della stessa natura umana, della possibilità di scegliere al di là di ciò che la ragione ritiene utile e la religione ritiene dovere (al di là del bene e del male).

E allora forse bisognerebbe recuperare una parola troppo abusata nel dibattito pubblico/politico e che ha perso il suo valore profondo: “onestà”. Che non vuol dire non rubare e nemmeno essere volgarmente sinceri, ma corrispondere esternamente alla propria realtà interna, cioè non ingannare se stessi e gli altri: vuol dire anche vedere senza invidia e lasciarsi andare a ciò che è.

Solo così, forse, verità e libertà torneranno a fare l’amore insieme e sembreranno addirittura confondersi, rimanendo però per sempre due termini diversi e ugualmente umani…perché, di questo sono certo, non c’è saggio migliore di una favola.

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