La stampa americana è sempre sul pezzo, soprattutto quando si tratta di di criticare un Presidente e di intraprendere campagne di disturbo della sua opera politica. E poi contro Donald Trump si può permettere sconfinamenti finora inesplorati, dato che la sua figura regnante si presta ad ogni tipo di bizzarra polemica. L’ultima riguarda il modo in cui l’attuale presidente si comporta nell’adempiere al sacro compito delle condoglianze alle famiglie dei soldati uccisi nelle campagne militari nel mondo.

I media nei giorni scorsi hanno collezionato vari episodi per mettere in evidenza l’inadeguatezza di Trump a svolgere anche questi semplici e doverosi atti di cortesia istituzionale. Una vedova ad esempio si è lamentata di aver ricevuto da Trump una telefonata nella quale il presidente le avrebbe detto che suo marito, morto in Niger alcuni giorni fa in un attacco islamista, sapeva a cosa andava incontro: insomma come a dire che se la sarebbe andata un pò anche a cercare. Per mettere a tacere le polemiche Trump ha rilasciato poi alla stampa una dichiarazione nella quale  sosteneva che nessun presidente americano prima di lui si preoccupasse di chiamare le famiglie dei caduti, cosa evidentemente non vera e subito smentita dai portavoce di Bush Jr. e Obama.

Oggi poi viene fuori addirittura che in una telefonata al padre di un militare morto in Afghanistan nel giugno scorso, Trump avrebbe promesso di inviare alla famiglia un assegno di 25 mila dolari dal suo conto personale (Washington Post), promessa già di per sè non consona al suo ruolo, nè certamente adeguata a ricompensare la perdita di un figlio, ma che ad oggi non ha neanche mantenuto.

Morale della favola, Trump dalla sua non ha la maggior parte dei media ma potrebbe perdere anche la simpatia dell’esercito.

 

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