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Giovanni Perrino |
03. lug, 2009 |
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Il dibattito congressuale del PD tiene banco nella politica italiana. Così sarà per i prossimi mesi, fino alla sua conclusione. E una efficace gestione dell’opinione pubblica ci imporrà sempre di più una interpretazione di esso come esaustivo, soddisfacente delle esigenze di rappresentanza, e addirittura di cambiamento, dell’intero centrosinistra.
Ma le novità veramente riscontrate sono poche, così minime che non varrebbe neanche la pena notarle, e le speranze di un rilancio del centrosinistra non possono dipendere certo dall’esito dell’eterno scontro tra D’Alema e Veltroni.
I due leader infatti, interpretando per l’ennesima volta quel maledetto e banale copione che li vorrebbe sì portatori di due diverse linee politiche ma costretti alleati contro un nemico comune più forte – che in definitiva li indurrebbe poi ad abbandonare strategie tendenzialmente divergenti in mancanza di uno spazio politico sufficiente all’affermazione dell’una o dell’altra – non fanno altro che perpetuare la logica di una crisi politica di cui sono parte, e la colpevole ignoranza di una prospettiva diversa dall’egemonia della destra.
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Tags:Bertinotti, congresso PD, duello D'alema - Veltroni, Franceschini e Bersani, Massimo D'Alema, partito democratico, sinistra, Veltroni
Giovanni Perrino |
18. giu, 2009 |
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Capisco così il senso della proposta di Bertinotti, e delle altre che si succedono in questi giorni partendo dalla stessa preoccupata analisi: la sinistra socialista e comunista che risulta ormai chiaramente sconfitta, non solo nell’Italia berlusconizzata ma in tutta Europa, nel quadro di un generale arretramento della democrazia, può ritrovare la sua funzione vitale (cioè riformista e rivoluzionaria insieme), solo laddove il Novecento ha dimostrato possa esistere, cioè in un processo largo di inclusione delle masse nella politica che è anche al tempo stesso alternativo a quello populista e fascista, nella alleanza dunque con tutte le forze disponibili a creare le basi per un sano svolgimento della vita politica libera e pluralistica.
Gli esempi storici a questo punto si potrebbero sprecare, e tutti sembrerebbero dimostrare la fondatezza della analisi.
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Tags:Bertinotti, centrosinistra, comunismo, Giovanni Perrino, politica, rischio fascismo, sinistra
Giovanni Perrino |
08. giu, 2009 |
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L’unico risultato imprevisto, o comunque non annunciato, pensando all’inizio della campagna elettorale, è quello del PDL, che alla sua prima prova dopo la fondazione del “nuovo” partito ottiene solo il 35% dei consensi: risultato determinato certamente da un brusco calo dell’apprezzamento politico nei confronti del Presidente del Consiglio. Il Partito Democratico si conferma invece come soggetto politico fallito, dato che la sua vocazione originaria “maggioritaria” non può essere contenuta nel 26% dei suoi consensi, e non può neanche consolarsi con la cattiva performance di tutti i partiti socialisti europei, che sono chiaramente un’altra storia. La sinistra socialista e comunista italiana scompare anche dal Parlamento europeo, colpa dello sbarramento certo, ma soprattutto dell’impossibilità storica di una nuova spinta propulsiva in quel senso: all’interno dello stesso quadro Sinistra e Libertà raccoglie un piccolo ma importante elettorato, che però quasi non vede e che non conosce nelle sue aspirazioni e idealità, mentre gli anticapitalisti ricontano se stessi senza particolari spasimi e sorprendimenti. L’innovazione politica progressista si muove altresì verso partiti di nuova formazione (senza radici ottocentesche), e quello che succede in Europa con i Verdi per esempio, si traduce come al solito all’italiana in salsa populista, con Di Pietro che raggiunge un pesantissimo 8%, grazie soprattutto alla forza dell’ingrediente Grillo-De Magistris, opportunamente bilanciato con un pezzo di dolce intellighenzia di sinistra: per ora ricetta creativa per palati confusi, poi chissà. La Lega purtroppo è sempre un successo, verace partito che continua a dare il polso della realtà sociale di un paese malato, reazionario, ignorante, e violento: del suo risultato c’è da preoccuparsi davvero.
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Tags:elezioni 2009, elezioni europee, partiti italiani, politica italiana
Giovanni Perrino |
29. mag, 2009 |
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Come si spiega questo attacco concentrico su Berlusconi? Sembra che il “sistema” lo inizi a rifiutare, che grazie alla storia, apparentemente privata, del divorzio richiesto dalla moglie tramite lettera pubblica, si sia potuta scatenare una guerra al capo insperata fino ad un attimo prima, quando questi sembrava all’apice della sua potenza, con il terremoto a suggellarne la sua necessità vitale, la totale dipendenza del popolo dal suo favore, dalle sue capacità taumaturgiche, la sua realtà di Imperatore. L’imperatore che aspettava le elezioni europee trasformate in un plebiscito per legittimarlo, per far emergere un quadro complesso e debole di un insieme di soggetti capaci solo di un opposizione puramente estetica, da gestire utilmente per corrispondere alle richieste democratiche di una compagine internazionale ormai capace solo di chiedere il rispetto della forma,l’ipocrisia giuridica.
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Tags:caso Berlusconi, caso Noemi-Berlusconi, elezioni europee, Noemi e berlusconi, Noemi Letizia, politica, politica italiana, Veronica Lario
Giovanni Perrino |
22. mag, 2009 |
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Devo analizzare la campagna elettorale, Per me è un dovere. Non so chi me lo impone, ma non mi posso sottrarre.
Ora, a dirla tutta, non è che mi vada tanto.
Da quando esistono i sondaggi, l’impresa sembrerebbe anche superflua, e per realizzarla basterebbe semplicemente saper fare un po’ di conti: comunque niente di intellettualmente impegnativo, e soprattutto di disorientante.
Ma il vero motivo della mia ritrosia non è questo.
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Tags:campagna elettorale europee, Giovanni Perrino, partiti italiani, partito democratico, politica, politica italiana, sinistra
Giovanni Perrino |
14. mag, 2009 |
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Già si sapeva che le campagne elettorali, in tempi di destrorsa antipolitica, quando non è la convivenza civile l’esigenza primaria, bensì la cura del proprio orticello, del proprio inviolabile territorio, si combattono, e si vincono, sulla pelle degli imone alle persecuzioni disumane, attribuendole perfino una qualche solida giustificazione legale e/o morale – metta in scena uno spettacolino così becero e umiliante di fronte alla comunità civile internazionale spazzando via contemporaneamente dalla ribalta mediatica quella rappresentazione invece straordinaria e anti-favolistica del divorzio (cioè di un atto pubblico regolato da leggi dello Stato) tra il Presidente del Consiglio e Veronica Lario, nato dalla volontà di questa di dimostrare, follemente, proprio la natura del potere italiano migrati (e delle immigrate, e dei bambini che rifiuto di etichettare in qualsiasi modo): solo mi dispiace che questa volta un tale ordinario spiegamento di razzismo – ordinato da una cinica falsa coscienza che reinventa insistentemente e sistematicamente una ragie la malata dinamica del rapporto tra l’imperatore e il suo popolo.
Peccato, insomma, che questo cambio di programma, si possa comprenderlo in definitiva nella serie di fatti che dimostrano una forte sintonia tra Berlusconi e gli italiani, tutti complici di uno spostamento di attenzione che mette a tacere le analisi di crisi e le profezie di sventura, come i veri problemi. C’è solo un problema e solo una risposta: gli stranieri se ne devono tornare al paese loro. Anche la sinistra di Fassino e co. è d’accordo, perché questa è l’Italia, bellezza.
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Tags:antipolitica, Berlusconi, destra, Fassino, immigrazione, Italia, politica, politica italiana, razzismo, sinistra, territorio, Veronica Lario
Giovanni Perrino |
06. mag, 2009 |
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Al lupo! al lupo!
Qualcuno annuncia, per l’ennesima volta, la fine di Berlusconi!
Che intende dire? Forse che, a ridosso delle elezioni, qualche punto percentuale l’imperatore potrebbe perderlo a favore dell’UDC? Forse spera solo di trovare una pur lieve spinta motivazionale a fare una inutile campagna elettorale dove è già chiaro il vincitore? Oppure crede veramente che ci troviamo in America?
Comunque sia, la sostanza è che questo “qualcuno” non rappresenta in realtà “nessuno”.
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Tags:Berlusconi-Lario, cattolicesimo, divorzio Berlusconi, Giovanni Perrino, politica, Silvio Berlusconi, Veronica Lario, vescovi italiani
Giovanni Perrino |
29. apr, 2009 |
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La campagna elettorale europea è iniziata anche questa volta, in Italia, col frastuono e col trambusto doverosi, con la sfilata ignominiosa e grottesca delle affissioni pubblicitarie, con le trasmissioni televisive impegnate e eterodirette (mi riferisco soprattutto al rapporto tra Santoro e Di Pietro, e company), con gli originali racconti degli avventurosi e futuribili viaggi di Franceschini nelle periferie remote del paese, a bordo pensate un po’ addirittura di un treno (…ma perché dell’Ottocento rifiutano solo Marx!), con la solita inutile sconcertante divisione e moltiplicazione dei partiti della sinistra, che non ha senso se non per gli addetti ai lavori (giudizio buono e scontato perché il problema mi riguarda), con le spietate trovate di Berlusconi per rastrellare consensi popolari (ormai quell’edificante selezione di veline che mobilita ogni estate l’intero paese, sembra massimamente rappresentativa dell’idea monotona e contemporanea delle primarie), con i neofascisti della Lega (e i vetero un po’ nascosti nel PDL), con i palazzinari dell’UDC (irriducibili!), e soprattutto con l’impossibilità di notare tra le pieghe del discorso pubblico un qualche riferimento pieno (non incidentale!), degno e succulento, all’oggetto reale del contendere, cioè alla politica internazionale e allo specifico processo di integrazione continentale.
Anche questa volta, la campagna elettorale italiana per il rinnovo del Parlamento europeo sta assumendo l’aspetto della nebulosa pletora di sigle e di nomi che si accontenta di fare la sua comparsata sotto forma di piccola e scura ombra nella storia politica internazionale, con buona pace di chi pensa invece che dovrebbe rappresentare l’occasione per dar corpo agli scenari futuri, per discutere analizzare e determinare quelle trasformazioni sociali che chiamiamo “globalizzazione”, e per indicare possibili alternative, nella distribuzione delle risorse (e delle ricchezze), nella diffusione della democrazia e dei diritti umani, nel rifiuto della guerra.
Anche questa volta, insomma, a chi desidera parlare di Politica, si chiede di aspettare la prossima volta…Ci vuole calma e sangue freddo, si sa che stiamo in emergenza!
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Tags:europa, globalizzazione, integrazione europea, politica, politica internazionale
Giovanni Perrino |
19. apr, 2009 |
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Di fatto non scrivevo più qualcosa per queste pagine dal 5 aprile. Dopo il terremoto in Abruzzo non me la sentivo di affondare anche io i polpastrelli delle mie mani sulla tastiera del computer..altri potevano e dovevano farlo, giornalisti, esperti a vario titolo, opinionisti di calibro. Presuntuoso sarei stato ad unirmi al coro delle notizie e delle analisi sulla sciagura improvvisa, ancora di più nella malaugurata ipotesi di scrivere addirittura qualcos’altro.
Oggi però la scossa ennesima, indolore, in Piemonte, ha sciolto i miei timori e ha fatto rimbalzare le mie idee fino a qui, nello spazio virtuale di un social network (e di un blog).
Dal profondo del mio corpo quindi emerge irrefrenabile la domanda, infantile, oscena: ma possibile che non ci sia scienza in grado di capire, di spiegare, di affrontare realmente ciò che sta accadendo? Perché il tono complessivo dei campioni della classe dirigente, della pubblica opinione e della comunità scientifica, grida una “normalità” che semina morte e panico, invece che borbottare umilmente il proprio fallimento di costruttori di idee, di analisi, di scelte, di informazioni, di trasformazioni, di paesaggi?
L’invito a non lasciarsi trasportare dalla “psicosi collettiva” elargito poco fa dal sismologo Boschi equivale forse a quello pretesco di affidarsi a Dio?
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Tags:Boschi, Chiesa, Giovanni Perrino, Giuliani, Papa, psicosi collettiva, scienza, terremoto, terremoto abruzzo, terremoto piemonte
Giovanni Perrino |
05. apr, 2009 |
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Inutile far finta di niente, fermarsi con gli occhi chiusi di fronte alla realtà minacciosa, o peggio proseguire ciecamente aspettando che sia la caduta inevitabile a risolvere di fatto i dubbi della mente. Di Pietro è la vera novità politica della Seconda Repubblica, oltre a Berlusconi si intende, di cui ovviamente è causa ed effetto. I due si tengono l’un l’altro, sono la realtà del nuovo bipolarismo italiano, che, detto per inciso, è zoppo come quello vecchio: un polo governa (quello di destra), l’altro si trascina dietro.
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Tags:Beppe Grillo, Berlusconi, Bertinotti, De Magistris, Di Pietro, Flores D’Arcais, Grillo, italia dei valori, Left, Pardi, politica, sabina guzzanti, Santoro, sinistra, Travaglio