1 0 Tag Archives: Eluana Englaro
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Eluana, D’Alema, e la Sinistra

Spesso, chi, negli ultimi anni, ha percorso la strada dissestata della poltica di sinistra, indirizzata verso il fallimento, si ritrova oggi non solo in una deprimente situazione di privazione della rappresentanza degli interessi e dei diritti, ma anche incerto delle  sue più radicate idee.
Il caso Englaro (ci torno sopra perché esso rappresenta senza dubbio uno snodo fondamentale della nostra  storia civile) ha dimostrato infatti che sotto la fragilità dello Stato Italiano, vittima della prepotenza ideologica della Chiesa, vi è una più profonda incapacità della cittadinanza democratica di proporre un pensiero compiuto, convinto, e alternativo a quello religioso, che pure nell’occasione si è espresso in tutta la sua violenza, costringendo un corpo di donna a invisibili umiliazioni, e in tutta la sua inciviltà, disprezzando le leggi costituzionali e le istituzioni da queste derivate.
Insomma, dietro questa tragica storia, individuale, abbiamo dovuto notare una più immane tragedia, collettiva: la mancanza di un argine, non dico ateista, ma illuminista sì, a difesa della libertà individuale, della responsabilità personale dei cittadini, e di tutti quei principi e quelle pratiche che ci hanno spinto fuori dal Medioevo: in altre parole la mancanza di un’argine culturale.
Perché sono state troppo poche le voci fuori dal coro dei “dubbi” dei Democratici, i quali accarezzando una timida e astratta libertà di coscienza – stupida, in realtà, perché non sostenuta da nessuna idea forte e conoscenza scientifica – hanno come al solito avallato, perché poco contrastato,  una cinica operazione della destra contro la solida concretezza della Costituzione repubblicana. Una sola si è distinta, per chiarezza e autorevolezza, quella di Massimo D’Alema.
Certo che, per la sinistra, affidarsi al baffo principesco, al fine di una propria resurrezione, è un po’ triste e anche forse un po’ rischioso. Ma a questo punto è evitabile?

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L’Unità come Berlusconi

Ho scritto il post precedente per denunciare, allo stesso modo di tanti altri in questi giorni, l’arroganza e il cinismo del Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale ha utilizzato strumentalmente il caso Englaro per i suoi fini politici antidemocratici. Non mi sarei mai aspettato di dover usare, a distanza di qualche giorno, gli stessi toni scandalizzati, stavolta però nei confronti dell’Unità, il quotidiano del Partito Democratico.

Proprio quando sembrava riunita, senza forzature, l’opposizione laica, al fine di difendere alcuni principi fondamentali di uno Stato democratico, l’Unità se ne esce infatti con una prima pagina (che vedete qui sotto),  indegna di una giusta e corretta informazione.

L’unità dedica alla manifestazione di domani (18 febbraio) organizzata dal Partito di Veltroni, il titolone “IN PIAZZA”,  e intorno ad esso lascia campeggiare i nomi di importanti intellettuali e dirigenti della sinistra, come se fossero tante adesioni alla stessa.

In realtà si mischiano ad arte due cose diverse, la sottoscrizione dell’appello di solidarietà verso il Presidente della Repubblica, lanciato da Furio Colombo, Umberto Eco, Pietro Ingrao e altri esponenti di un universo critico impossibile da ridurre alla militanza piddina (tra gli altri Margherita Hack, Luciano Canfora, Gino Strada, Moni Ovadia), con l’adunata democratica, che per giunta non è affatto centrata contro il disegno di legge infame, ma è il frutto del solito compromesso al ribasso tra l’anima cattolica e quella ex diessina dei Democratici.

Un vero e proprio inganno che denuncia ancora una volta la volontà di annullamento della sinistra, e che fa il paio come al solito con l’arretramento della democrazia caldeggiato da Berlusconi.

Complimenti Concita!

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Eluana, il principe, e le oche starnazzanti

È sconvolgente la notizia del decreto infame, emanato in fretta e furia da un’autorità politica dettata da un autorità religiosa. Lo è per il padre di Eluana, per il suo dolore familiare, lo è, se mi posso permettere, ancora di più, per tutti i cittadini italiani, che da oggi si vedono palesato un disegno di potere che cancella i loro diritti, le loro opinioni, le loro scelte.
Duplice è il problema e duplice deve essere la reazione: non basta la solidarietà al signor Englaro e l’ indignazione contro l’ennesima invadenza del papa nella sfera dello Stato; bisogna capire e contrastare la delegittimazione della democrazia italiana, attuata freddamente dal Presidente del Consiglio prendendo a pretesto una questione caldissima, come quella dell’eutanasia.
Capire, con un balzo di intelligenza, la mossa di un “principe” che non perde l’occasione di procurare, con un solo colpo, una ferita mortale all’istituzione del Presidente della Repubblica (che si vede ignorato il suo diritto di supremo garante della Costituzione), della Magistratura (che emana inutili sentenze, come fossero semplici chiacchiere), del Parlamento (che dovrebbe legiferare in tre giorni, praticamente senza “parlare”).
Contrastare, in maniera forte e politica, la deriva autoritaria, che la sinistra agita come una bandiera, da anni, senza avere però al contempo un credibile progetto alternativo, scivolata ormai in un’azione isterica e vagamente antipolitica, che mi fa venire in mente una accolita di oche starnazzanti di fronte al lupo che se li sta pappando.

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