1 0 Tag Archives: Giovanni Perrino
Articles

Italia Futura

berlusconi-morteAlla ripresa politica, dopo le vacanze e alla vigilia di un autunno caldo, le manovre di potere sembrano voler intercettare il malumore crescente nel paese, proprio mentre sta per uscire dal cono d’ombra di una crisi economica sempre meno mediatica e sempre più concreta.

La maggioranza tenta, in buona sostanza, di ritrovare l’equilibrio perso, eppure ancorando il governo ad una realtà in confuso movimento – che sembra voler scappare altrove, disposta anche a sperimentare complesse, oscure e estemporanee sperimentazioni istituzionali e partitiche – non fa che aumentare i pericoli di una propria caduta. Comunque, ad ogni costo, Berlusconi non è disposto a lasciarsi soffiare il bastone del comando, e perciò fa in modo di tenerlo saldamente in mano pronto a colpire i suoi più prossimi amici-nemici.

(continua…)

Tags:, , , , , , ,

leggi tutto →
Articles

Davanti alla proposta di Bertinotti di un nuovo partito

bertinotti1Capisco così il senso della proposta di Bertinotti, e delle altre che si succedono in questi giorni partendo dalla stessa preoccupata analisi: la sinistra socialista e comunista che risulta ormai chiaramente sconfitta, non solo nell’Italia berlusconizzata ma in tutta Europa, nel quadro di un generale arretramento della democrazia, può ritrovare la sua funzione vitale (cioè riformista e rivoluzionaria insieme), solo laddove il Novecento ha dimostrato possa esistere, cioè in un processo largo di inclusione delle masse nella politica che è anche al tempo stesso alternativo a quello populista e fascista, nella alleanza dunque con tutte le forze disponibili a creare le basi per un sano svolgimento della vita politica libera e pluralistica.

Gli esempi storici a questo punto si potrebbero sprecare, e tutti sembrerebbero dimostrare la fondatezza della analisi.

(continua…)

Tags:, , , , , ,

leggi tutto →
Articles

La negazione della negazione (ovvero sulla campagna elettorale)

buconeroDevo analizzare la campagna elettorale, Per me è un dovere. Non so chi me lo impone, ma non mi posso sottrarre.

Ora, a dirla tutta, non è che mi vada tanto.

Da quando esistono i sondaggi, l’impresa sembrerebbe anche superflua, e per realizzarla basterebbe semplicemente saper fare un po’ di conti: comunque niente di intellettualmente impegnativo, e soprattutto di disorientante.

Ma il vero motivo della mia ritrosia non è questo.

(continua…)

Tags:, , , , , ,

leggi tutto →
Articles

Voglio il solito..grazie! (ovvero sul caso Berlusconi-Lario)

184509Al lupo! al lupo!

Qualcuno annuncia, per l’ennesima volta, la fine di Berlusconi!

Che intende dire? Forse che, a ridosso delle elezioni, qualche punto percentuale l’imperatore potrebbe perderlo a favore dell’UDC? Forse spera solo di trovare una pur lieve spinta motivazionale a fare una inutile campagna elettorale dove è già chiaro il vincitore? Oppure crede veramente che ci troviamo in America?

Comunque sia, la sostanza è che questo “qualcuno” non rappresenta in realtà “nessuno”.

(continua…)

Tags:, , , , , , ,

leggi tutto →
Articles

Terremoto scientifico

terremoto-sumatraDi fatto non scrivevo più qualcosa per queste pagine dal 5 aprile. Dopo il terremoto in Abruzzo non me la sentivo di affondare anche io i polpastrelli delle mie mani sulla tastiera del computer..altri potevano e dovevano farlo, giornalisti, esperti a vario titolo, opinionisti di calibro. Presuntuoso sarei stato ad unirmi al coro delle notizie e delle analisi sulla sciagura improvvisa, ancora di più nella malaugurata ipotesi di scrivere addirittura qualcos’altro.

Oggi però la scossa ennesima, indolore, in Piemonte, ha sciolto i miei timori e ha fatto rimbalzare le mie idee fino a qui, nello spazio virtuale di un social network (e di un blog).

Dal profondo del mio corpo quindi emerge irrefrenabile la domanda, infantile, oscena: ma possibile che non ci sia scienza in grado di capire, di spiegare, di affrontare realmente ciò che sta accadendo? Perché il tono complessivo dei campioni della classe dirigente, della pubblica opinione e della comunità scientifica, grida una “normalità” che semina morte e panico, invece che borbottare umilmente il proprio fallimento di costruttori di idee, di analisi, di scelte, di informazioni, di trasformazioni, di paesaggi?

L’invito a non lasciarsi trasportare dalla “psicosi collettiva” elargito poco fa dal sismologo Boschi equivale forse a quello pretesco di affidarsi a Dio?

(continua…)

Tags:, , , , , , , , ,

leggi tutto →
Articles

Contro Krugmann e per Obama

L’articolo del premio nobel Paul Krugmann, che ho potuto leggere nella traduzione italiana apparsa oggi su Repubblica, affronta il precoce fallimento dell’amministrazione americana, guidata da Obama, nel contrasto della crisi economica. L’analisi economica è ovviamente esatta, mi permetto di confutarne invece le conseguenze politiche dedotte.
Se infatti il dato della disoccupazione è indubitabilmente preoccupante (e non solo negli Stati Uniti), altrettanto evidente è il continuo forte consenso di cui Obama gode nel suo paese e in tutto il mondo occidentale, nonostante la crisi economica galoppante. Non è questa infatti a determinare – capisco se gridate allo scandalo di fronte a tale affermazione – il supporto dell’opinione pubblica, ma ad esempio – ora invece vi troverei incoerenti se gridate alla banalità – l’ultima radicale scelta di reinvestire fortemente sull’utilizzo di cellule staminali embrionali – dopo che Bush le aveva tenute utilmente “congelate” – che rappresenta anche l’ultimo esempio di una strategia politica  generale non più centrata per l’appunto sull’economia, e già oltre la crisi del Capitalismo.
La società ritrova dunque le ragioni della sua esistenza altrove? Non esageriamo! Però è vero almeno che Obama fa il massimo del progressismo oggi possibile, cioè fa di necessità virtù.
Detto altrimenti, siccome la crisi economica è tale da non poter essere affrontata realisticamente in modo che finisca da dove era cominciata, il Presidente si preoccupa il più possibile di altro, di ciò che fino ad oggi è stato al massimo collaterale alla politica e che invece dovrebbe essere la sua forza vitale.
Se ne faccia una ragione, il grande economista, che il mondo non si salva con i numeri!

Tags:, , , , , , ,

leggi tutto →
Articles

La sinistra alla deriva italiana

È un fatto evidente, che la Prima Repubblica abbia trovato il suo superamento nella crisi dei partiti fondatori, nell’esaurimento di una spinta propulsiva democratica mossa dall’antifascismo e perciò più forte di quelle diverse appartenenze ideologiche costituenti il passato necessario pluralismo politico.
È indiscutibile l’individuazione di un punto di frattura da cui nasce la Seconda Repubblica, con l’introduzione del sistema elettorale maggioritario.
Però è complessa l’analisi delle rispettive ragioni storiche.
Ed è invece è del tutto priva di fondamento l’ipotesi che un ritorno di partiti organizzati ideologicamente freni, sic et simpliciter, la deriva italiana.
Certo invece è che il collante principesco, messo in atto con successo naturale da parte della destra, e tentato ma fallito da parte della sinistra (non potendo per nessuna ragione considerare Di Pietro parte di questo campo), determina un ripensamento delle forme di rapporto e di riconoscimento reciproco tra eletti e elettori che costituiscono la normale vitalità democratica.
In questo quadro mi chiedo il senso politico delle spinte centrifughe che agitano il costretto bipolarismo italiano; cioè, per intenderci, cerco di capire le mosse dei Pisanu da una parte e dei D’Alema dall’altra, sperando magari che anche dalle mie parti , in quella sinistra non rappresentata nelle istituzioni, si ritrovi il gusto della prospettiva e la conseguente capacità di ricollocarsi nel panorama politico…o, che è egualmente saggio, che si preveda e si proponga un vero big bang.

Tags:, , , , , , , ,

leggi tutto →
Articles

Ricominciamo

Mentre rifletto sulle ultime azioni del governo Berlusconi, tentando di comprenderne il fine e il senso, rimango inevitabilmente attratto dal problema opposto, quello appunto dell’assenza dell’opposizione. Tale scivolamento del pensiero è determinato certo dalla mia naturale tendenza di legare l’analisi all’azione – cioè, in altri termini, dalla richiesta che faccio a me stesso di non abbandonare la possibilità, sempre valida, dell’impegno contro la destra – però è soprattutto il tentativo, meno banale, di iniziare un discorso più profondo sulle ragioni di Berlusconi, cioè sulla
presunta impossibilità di radicare in questo paese la democrazia, e quindi di far vivere la poltica sul suo terreno privilegiato, quello della dialettica, dello scontro o della mediazione tra idee diverse. Il Partito Democratico ha fallito su questo terreno la sua sfida (ammesso e non concesso che fosse davvero la sua sfida), e Berlusconi non fa altro che cavalcare la l’antipolitica dominante.
Di conseguenza, ciò che oggi ci rimane nel centrosinistra è un campo di forze varie, e avariate, che hanno come minimo comun denominatore la necessità di galleggiare ancora un po’ nel mare di merda che sommerge questo paese, e la speculare assoluta incapacità di tratteggiare una prospettiva strategica per il futuro non solo proprio ma di tutti: cioè in fondo un concerto di antipolitica che suona la stessa musica di Berlusconi senza avere però la stesso grinta, gli stessi mezzi, la stessa consapevolezza.
La verità profonda è che tutti ci siamo rassegnati all’ideologia dominante del “tanto non cambia mai nulla”. E abbiamo voluto vedere a Napoli negli ultimi anni la sua dimostrazione, con tanti saluti ai Saviano di turno, lasciati soli e scappati all’estero.
L’indifferenza è la vera cifra del nostro paese. Ecco perché siamo di nuovo al fascismo!
Ribelliamoci invece a chi toglie la speranza del cambiamento. Riaccordiamoci con la politica del rifiuto e non con il rifiuto della politica, ricominciamo a dire dei no alla deprivazione della democrazia e riscopriremo anche le ragioni della sinistra.

Tags:, , ,

leggi tutto →
Articles

L’ultimo appello

Pubblico qui sotto l’appello, sottoscritto da alcune riconoscibili personalità della sinistra italiana al fine di presentare una lista unitaria alle prossime europee, tentando di spiegarne innanzitutto le ragioni politiche intrinseche, e senza lasciarmi coinvolgere in prima battuta dalla volontà di schierarmi pro o contro di esso.
Ovviamente posso solo intuire le dinamiche che hanno portato così improvvisamente alla manifestazione di una tale preoccupazione democratica (fino a poco tempo fa era impossibile pensare ad una proposta di unificazione delle forze partitiche che si chiamasse semplicemente “Per la democrazia”), dato che non mi è concesso invece di visitare dall’interno le teste dei promotori.
Però la strumentalità dell’operazione è evidente e mi permette quindi di poter ricavarne le premesse intellettuali dagli effetti concreti e visibili, cioè dalla necessaria e prossima conseguenza.
In sintesi estrema, quando questo ennesimo tentativo di unità si rivelererebbe infondato, Vendola potrobbe finalmente avere l’assist atteso per smarcare se stesso e il suo Movimento dalla lista che i suoi stanno preparando insieme a Sinistra Democratica, ai Verdi e ai Socialisti, e che non convince, come l’appello dimostra, una larga parte della sinistra alla quale vorrebbe rivolgersi (una firma come quella di Pietro Ingrao è certamente molto rappresentativa). È evidente infatti che molti nell’area che ruota intorno al governatore della Puglia preferirebbero saltare il giro delle prossime elezioni europee, per evitare una prova dalla qual potrebbero uscire, a causa dello sbarramento, se non definitivamente sconfitti, inequivocabilmente ridotti ad una appendice di Sinistra Democratica, che è la forza che avrebbe più chances di di piazzare ai primi posti, eletti o meno, i propri candidati.
Fin qui solo politicismo! direte magari voi..ma non manca nell’appello il doveroso omaggio a quella società civile che la sinistra, quella vera, dovrebbe ricostruirla, e forse la ricostruirà.

Democrazia in pericolo: appello per una lista unica della sinistra

La democrazia italiana è in pericolo. La legge sulla sicurezza voluta dalla maggioranza ha privato dei diritti fondamentali più elementari – alla salute, all’alloggio, ai ricongiungimenti familiari, alle rimesse alle famiglie dei loro guadagni – centinaia di migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Italia. Sta per essere varato un federalismo che dividerà l’Italia tra regioni ricche e regioni povere, rompendo, di fatto, il patto costituzionale dell’uguaglianza sul quale si è retta fino ad oggi l’unità della Repubblica. Nel pieno di una crisi economica, la cui gravità non ha precedenti, il governo ha perseguito la rottura dell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo. Strumentalizzando l’emozione per il dramma di Eluana Englaro, il Presidente del Consiglio ha aperto uno scontro istituzionale con la magistratura e con il Presidente della Repubblica; ha provocato una spaccatura del paese sui temi della laicità dello Stato, della dignità della persona e della sua autodeterminazione; ha tentato di rompere gli equilibri istituzionali, minacciando di rivolgersi direttamente al popolo per cambiare la Costituzione qualora non sia riconosciuto il suo potere illimitato e incontrollato quale incarnazione della volontà popolare. Paura, razzismo, odio per i diversi, disprezzo per i deboli, infine, sono i veleni quotidianamente iniettati nella società dalle politiche e dalla propaganda del governo quali fonti inesauribili di consenso.
Una simile emergenza costituzionale rende insensate le attuali divisioni della sinistra, le quali rischiano, in presenza dell’attuale sbarramento del 4% alle prossime elezioni, di provocarne la definitiva irrilevanza. C’è d’altro canto uno specifico fattore di crisi della democrazia che, congiuntamente alle vocazioni populiste dell’attuale maggioranza, sta determinando il collasso della democrazia rappresentativa: la crescente occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e la sostanziale confusione dei secondi con le prime. Ne è conseguita la trasformazione dei partiti, da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, in costose oligarchie costantemente esposte alla corruzione e al malaffare. Solo l’introduzione, purtroppo inverosimile, di una rigida incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali, cioè tra rappresentati e rappresentanti, sarebbe forse in grado di restaurare la distinzione e, con essa, il rapporto di rappresentanza e di responsabilità dei secondi rispetto ai primi, e così di restituire i partiti, quali organi della società anziché dello Stato, al loro ruolo costituzionale di strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Le prossime elezioni del Parlamento europeo offrono tuttavia alle forze disgregate della sinistra un’occasione irripetibile per mettere in atto questo principio e, insieme, una prospettiva di superamento delle loro attuali divisioni. Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppo dirigenti. Si tratta di chiedere ai partiti della sinistra di rinunciare a presentare proprie liste e, più semplicemente ma ben più efficacemente, costruire una lista unitaria della sinistra, “Per la democrazia”, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce e rappresentanza ad un’ampia fascia di elettori – non meno del 10% dell’elettorato – che non si riconoscono nel Partito democratico e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra, dalle cui rivalità interne e dalle cui competizioni e rivendicazioni identitarie risulterebbe tuttavia al riparo. E, soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una forza democratica e di sinistra, intransigente nella difesa della Costituzione e dei suoi valori di uguaglianza, di libertà e di solidarietà.

Mario Agostinelli, Alessandra Algostino, Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Pasquale Beneduce, Maria Luisa Boccia, Michelangelo Bovero, Paolo Cacciari, Lorenza Carlassarre, Bruno Cartosio, Luciana Castellina, Marcello Cini, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Dal Fiume, Claudio De Fiores, Donatella della Porta, Ornella De Zordo, Alfonso Di Giovine, Peppino Di Lello, Piero Di Siena, Mario Dogliani, Angelo D’Orsi, Ester Fano, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Pino Ferraris, Lia Fubini, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Paul Ginzburg, Marina Graziosi, Pietro Ingrao, Cristiano Lucchi, Giulio Marcon, Alfio Mastropaolo, Tecla Mazzarese, Roberto Musacchio, Alberto Olivetti, Guido Ortona, Valentino Parlato, Valentina Pazzè, Mario Pianta, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Enrico Pugliese, Carla Ravaioli, Rossana Rossanda, Cesare Salvi, Francesco Scacciati, Pierluigi Sullo, Ermanno Vitale, Aldo Tortorella, Danolo Zolo, Grazia Zuffa

il link all’appello

Tags:, , , , ,

leggi tutto →
Articles

Bertinotti e D’Alema

L’occasione era la presentazione del libro di Fausto Giordano, “Nessun Dio ci salverà”, ma l’incontro di ieri tra Bertinotti e D’Alema, aveva il sapore forte di una improrogabile discussione politica, sulla sinistra italiana, sulla sua sconfitta, sulle divisioni passate e i possibili accordi presenti, e insomma sulla necessità di rimettere in agenda un programma comune per battere la destra, in Italia, in Europa.
Il resoconto particolareggiato non spetta a me farlo: non sono, per mia fortuna, un giornalista (dunque leggete i giornali!).
E non voglio neanche prendere partito, ancora rimarcare i passati torti e le invariabili ragioni della sinistra cosiddetta riformista e di quella cosiddetta radicale, per ridefinirmi magari in base alle solite e inutili categorie passate, o per consolarmi nell’indifferenza alla attuale realtà politica italiana, dominata invece dalla destra.
Mi interessa invece riprendere il filo di un discorso troncato con la sconfitta elettorale: quello della innovazione culturale (preferirei il termine trasformazione, ma forse è troppo ambizioso) nella idea della sinistra, cioè di un progetto politico alternativo a quello che ha condotto alla restaurazione capitalistica degli ultimi decenni, e capace di esercitare su esso una forza uguale e contraria; quindi di ricominciare a parlare nuovamente al paese intero, e non solo a pochi eletti (evito per grazia di scrivere “blocco sociale”); quindi di perseguire una ostinata ricerca di una nuova radicalità, non più comunista, e tuttavia capace di tessere una nuova egemonia, altrettanto immaginifica e altrettanto concreta. Mi interessa cioè l’uscita da un ripetitivo meccanismo ideologico, non solo antipolitico ma anticulturale, che, se non contrastato, porterebbe a ricostruire una sinistra, un centro-sinistra, o comunque un’opposizione alla destra, già vecchia.
Non si tratta di discutere le alleanze, le forme dei partiti, i loro dirigenti; ma di scegliere di giocare la partita sul terreno più difficile, quello delle idee e delle strategie di lungo periodo. Su questo terreno sono scesi ieri Bertinotti e D’Alema, meritoriamente. Ma non sarebbe saggio limitarsi e affidarsi a loro per ricostruire la sinistra europea. Bisogna guardarvi oltre, facendo tesoro delle loro cultura, delle loro esperienze, e delle loro sconfitte.

Tags:, , , ,

leggi tutto →
  • Articles
  • Images
  • Quotes
  • Videos
  • Audio
  • Links