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Giovanni Perrino |
17. giu, 2010 |
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Leggo che oggi ci sarà un’iniziativa, a Roma, che vede insieme l’autorevole esponente del PD romano Nicola Zingaretti (nonché fratello del ben più famoso Luca) e Nicola Vendola (in arte Nichi), leader carismatico di un piccolo partito della sinistra (nonché governatore della ben più famosa Puglia). I due si distinguono da decenni nelle cronache politiche, e soprattutto nella vulgata militante di una sinistra disordinatamente in cerca di autore, come quelli che rompono le uova nel paniere dell’establishment ex comunista…che poi in termini più concreti significa soltanto che sono quelli che a D’Alema un po’ lo fanno rodere quando ci sono le elezioni locali e magari anche quando, nel solco della tipica storiella provincialista di un paese che non ha saputo diventare neanche una Nazione, si ha bisogno di evocare quelle virtù pragmatiche degli uomini politici legati al “territorio” contro quello stato centrale che parla politichese come…D’Alema
Nel territorio di fatto, i due navigati esponenti della sinistra, hanno saputo per la verità riciclarsi in un modo encomiabile, come molti altri, apparendo improvvisamente il nuovo che avanza contro il vecchio che arretra: loro i tipici esponenti della sinistra degli anni ottanta! Una sinistra cresciuta e pasciuta con tanta voglia di potere e tanta capacità di consociarsi con esso.
Poi certo ci sono anche le doti particolari dei due Nichi (o Nicola), che però si assomigliano un po’ anche queste: uno è addirittura il fratello di Montalbano, una istituzione televisiva e una qualità immeritata che porta tanti voti, l’altro è uno splendido prodotto della volontà televisiva berlusconiana, capace di trasfigurarsi nelle forme e nei linguaggi della contemporaneità con gli stessi argomenti dell’antichità…cristiana.
Insieme, non c’è che dire, Zingaretti e Vendola fanno proprio una bella coppia…con loro vinceremo di sicuro, insieme al PD, insieme alla Chiesa, insieme alla partitocrazia, e soprattutto al solito tram tram…però potremmo dire che finalmente ha vinto la sinistra, perché in fondo Berlusconi ci ha insegnato (meglio di Orwell!!) che la realtà non conta, che conta solo il racconto schizofrenico di essa, giorno per giorno, minuto per minuto, capro espiatorio per capro espiatorio.
Tags:incontro vendola zingaretti, politica italiana, Puglia, SEL, sinistra, Sinistra e Libertà, Vendola, Zingaretti
Giovanni Perrino |
27. lug, 2009 |
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In tempo utile, prima che il dibattito a sinistra si raggomitoli attorno al congresso del PD per paura di dipanarsi in un futuro oscuro, sarebbe necessario che i suoi dirigenti (chiunque essi siano) tentassero di proporre, se non una sistemazione complessiva e sistematica di esso, almeno una chiara proposta di organizzazione temporanea e autonoma delle aspettative espresse o meno dagli irriducibili elettori della parte politica più martoriata dalla contemporaneità italiana.
Ciò aiuterebbe certo a ricostruire un centrosinistra su basi più solide, giacché il problema di quest’ultimo non risiede tanto nella inevitabile estrema eterogeneità di ogni possibile coalizione che volesse sfidare ad ogni livello elettorale la destra, ma soprattutto nella debolezza strutturale delle sue potenziali componenti, e nella conseguente mancanza di una leadership valida, capace di rappresentarle e di tenerle insieme tutte dentro un valido progetto progressista di trasformazione del paese.
(continua…)
Tags:PD, politica, sinistra
Giovanni Perrino |
03. lug, 2009 |
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Il dibattito congressuale del PD tiene banco nella politica italiana. Così sarà per i prossimi mesi, fino alla sua conclusione. E una efficace gestione dell’opinione pubblica ci imporrà sempre di più una interpretazione di esso come esaustivo, soddisfacente delle esigenze di rappresentanza, e addirittura di cambiamento, dell’intero centrosinistra.
Ma le novità veramente riscontrate sono poche, così minime che non varrebbe neanche la pena notarle, e le speranze di un rilancio del centrosinistra non possono dipendere certo dall’esito dell’eterno scontro tra D’Alema e Veltroni.
I due leader infatti, interpretando per l’ennesima volta quel maledetto e banale copione che li vorrebbe sì portatori di due diverse linee politiche ma costretti alleati contro un nemico comune più forte – che in definitiva li indurrebbe poi ad abbandonare strategie tendenzialmente divergenti in mancanza di uno spazio politico sufficiente all’affermazione dell’una o dell’altra – non fanno altro che perpetuare la logica di una crisi politica di cui sono parte, e la colpevole ignoranza di una prospettiva diversa dall’egemonia della destra.
(continua…)
Tags:Bertinotti, congresso PD, duello D'alema - Veltroni, Franceschini e Bersani, Massimo D'Alema, partito democratico, sinistra, Veltroni
Giovanni Perrino |
18. giu, 2009 |
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Capisco così il senso della proposta di Bertinotti, e delle altre che si succedono in questi giorni partendo dalla stessa preoccupata analisi: la sinistra socialista e comunista che risulta ormai chiaramente sconfitta, non solo nell’Italia berlusconizzata ma in tutta Europa, nel quadro di un generale arretramento della democrazia, può ritrovare la sua funzione vitale (cioè riformista e rivoluzionaria insieme), solo laddove il Novecento ha dimostrato possa esistere, cioè in un processo largo di inclusione delle masse nella politica che è anche al tempo stesso alternativo a quello populista e fascista, nella alleanza dunque con tutte le forze disponibili a creare le basi per un sano svolgimento della vita politica libera e pluralistica.
Gli esempi storici a questo punto si potrebbero sprecare, e tutti sembrerebbero dimostrare la fondatezza della analisi.
(continua…)
Tags:Bertinotti, centrosinistra, comunismo, Giovanni Perrino, politica, rischio fascismo, sinistra
Giovanni Perrino |
22. mag, 2009 |
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Devo analizzare la campagna elettorale, Per me è un dovere. Non so chi me lo impone, ma non mi posso sottrarre.
Ora, a dirla tutta, non è che mi vada tanto.
Da quando esistono i sondaggi, l’impresa sembrerebbe anche superflua, e per realizzarla basterebbe semplicemente saper fare un po’ di conti: comunque niente di intellettualmente impegnativo, e soprattutto di disorientante.
Ma il vero motivo della mia ritrosia non è questo.
(continua…)
Tags:campagna elettorale europee, Giovanni Perrino, partiti italiani, partito democratico, politica, politica italiana, sinistra
Giovanni Perrino |
14. mag, 2009 |
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Già si sapeva che le campagne elettorali, in tempi di destrorsa antipolitica, quando non è la convivenza civile l’esigenza primaria, bensì la cura del proprio orticello, del proprio inviolabile territorio, si combattono, e si vincono, sulla pelle degli imone alle persecuzioni disumane, attribuendole perfino una qualche solida giustificazione legale e/o morale – metta in scena uno spettacolino così becero e umiliante di fronte alla comunità civile internazionale spazzando via contemporaneamente dalla ribalta mediatica quella rappresentazione invece straordinaria e anti-favolistica del divorzio (cioè di un atto pubblico regolato da leggi dello Stato) tra il Presidente del Consiglio e Veronica Lario, nato dalla volontà di questa di dimostrare, follemente, proprio la natura del potere italiano migrati (e delle immigrate, e dei bambini che rifiuto di etichettare in qualsiasi modo): solo mi dispiace che questa volta un tale ordinario spiegamento di razzismo – ordinato da una cinica falsa coscienza che reinventa insistentemente e sistematicamente una ragie la malata dinamica del rapporto tra l’imperatore e il suo popolo.
Peccato, insomma, che questo cambio di programma, si possa comprenderlo in definitiva nella serie di fatti che dimostrano una forte sintonia tra Berlusconi e gli italiani, tutti complici di uno spostamento di attenzione che mette a tacere le analisi di crisi e le profezie di sventura, come i veri problemi. C’è solo un problema e solo una risposta: gli stranieri se ne devono tornare al paese loro. Anche la sinistra di Fassino e co. è d’accordo, perché questa è l’Italia, bellezza.
Tags:antipolitica, Berlusconi, destra, Fassino, immigrazione, Italia, politica, politica italiana, razzismo, sinistra, territorio, Veronica Lario
Giovanni Perrino |
05. apr, 2009 |
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Inutile far finta di niente, fermarsi con gli occhi chiusi di fronte alla realtà minacciosa, o peggio proseguire ciecamente aspettando che sia la caduta inevitabile a risolvere di fatto i dubbi della mente. Di Pietro è la vera novità politica della Seconda Repubblica, oltre a Berlusconi si intende, di cui ovviamente è causa ed effetto. I due si tengono l’un l’altro, sono la realtà del nuovo bipolarismo italiano, che, detto per inciso, è zoppo come quello vecchio: un polo governa (quello di destra), l’altro si trascina dietro.
(continua…)
Tags:Beppe Grillo, Berlusconi, Bertinotti, De Magistris, Di Pietro, Flores D’Arcais, Grillo, italia dei valori, Left, Pardi, politica, sabina guzzanti, Santoro, sinistra, Travaglio
Giovanni Perrino |
16. mar, 2009 |
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Da qualche giorno gira sui muri delle città questo manifesto eloquente. Il Partito democratico vuole il sostegno alla povertà!
Davvero questo può essere il tragico fine di una politica della sinistra? Sostenere la povertà? Non invece combatterla e espellerla dalla storia?
Non vi affrettate a correggermi, a spiegarmi che in fondo si tratta sicuramente di un semplice, forse stupido, errore di comunicazione! Io non ci credo agli errori! Per me tutto ha un senso, spesso una spiegazione profonda.
Questo “errore”, ad esempio, è più che rivelatorio della natura mostruosa del PD, un’unione tra comunismo e cristianesimo che non poteva che risolversi nel francescano amore per la povertà…Forse sarebbe quindi meglio definirlo un “orrore”.
Tags:manifesto PD, manifesto PD sostegno alla povertà, partito democratico, politica, sinistra
Giovanni Perrino |
05. mar, 2009 |
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Il “reddito minimo di cittadinanza” da ieri è legge nella Regione Lazio, mentre a livello nazionale il PD di Franceschini propone la misura simile di un “assegno di disoccupazione” per fronteggiare la crisi economica e l’ondata di disoccupazione conseguente.
Siamo di fronte a due buone notizie: la prima si concretizzerà in un assegno di 530 euro ai laziali disoccupati, inoccupati e precari con redditi inferiori ai 7.000 euro; la seconda, oltre ad aver concesso all’opposizione parlamentare di aprire per la prima volta un fronte offensivo contro il governo, potrebbe indurre questo ad intervenire concretamente nella tutela sociale dei cittadini più esposti alla povertà imminente (ammettendo, tra l’altro, implicitamente, il fallimento dell’operazione mediatica infame della social card).
Perché diventino però due “indiscutibili” buone notizie c’è bisogno dell’iniziativa delle forze della sinistra, in due direzioni. La prima nel sostegno di una idea di cittadinanza che richiede una condivisione delle risorse sempre e comunque, e non solo quando c’è una crisi economica destabilizzante; la seconda nella conseguente critica della natura emergenziale e non strutturale dei provvedimenti anticrisi proposti dal PD e dal PDL. C’è bisogno cioè che prevalga la cultura dell’uguaglianza dei cittadini su quella opposta della carità interessata dei più ricchi nei confronti dei più poveri.
Come si vede, insomma, la sinistra non ha più il compito antistorico di inventare proposte alternative in un panorama politico che suo malgrado va da tutt’altra parte. Ormai, invece, il segno dell’Occidente capitalista è dato dagli Stati Uniti che nazionalizzano le banche! Lo sforzo allora che bisogna fare oggi per differenziarsi dalla destra è precipuamente culturale, e include l’elaborazione di un nuovo modello di sviluppo, proprio perchè il vecchio che si sta disfacendo ha fallito la realizzazione del benessere promesso a tutti.
Tags:assegno ai disoccupati, franceschini, marrazzo, partito democratico, PD, politica, reddito minimo di cittadinanza, reddito sociale, regione lazio reddito minimo di cittadinanza, sinistra, social card
Giovanni Perrino |
03. mar, 2009 |
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È un fatto evidente, che la Prima Repubblica abbia trovato il suo superamento nella crisi dei partiti fondatori, nell’esaurimento di una spinta propulsiva democratica mossa dall’antifascismo e perciò più forte di quelle diverse appartenenze ideologiche costituenti il passato necessario pluralismo politico.
È indiscutibile l’individuazione di un punto di frattura da cui nasce la Seconda Repubblica, con l’introduzione del sistema elettorale maggioritario.
Però è complessa l’analisi delle rispettive ragioni storiche.
Ed è invece è del tutto priva di fondamento l’ipotesi che un ritorno di partiti organizzati ideologicamente freni, sic et simpliciter, la deriva italiana.
Certo invece è che il collante principesco, messo in atto con successo naturale da parte della destra, e tentato ma fallito da parte della sinistra (non potendo per nessuna ragione considerare Di Pietro parte di questo campo), determina un ripensamento delle forme di rapporto e di riconoscimento reciproco tra eletti e elettori che costituiscono la normale vitalità democratica.
In questo quadro mi chiedo il senso politico delle spinte centrifughe che agitano il costretto bipolarismo italiano; cioè, per intenderci, cerco di capire le mosse dei Pisanu da una parte e dei D’Alema dall’altra, sperando magari che anche dalle mie parti , in quella sinistra non rappresentata nelle istituzioni, si ritrovi il gusto della prospettiva e la conseguente capacità di ricollocarsi nel panorama politico…o, che è egualmente saggio, che si preveda e si proponga un vero big bang.
Tags:antifascismo, d'alema, Giovanni Perrino, ideologia, partitocrazia, politica, Prima Repubblica, Seconda Repubblica, sinistra